Stazioni Milano fuori controllo: ragazzo cieco rapinato, mandibola fratturata

Vox
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MILANO – Era in attesa del treno per Pavia, per tornare a casa, come ogni sera, Pietro Boldini, 28 anni, di Pavia, cieco. Ora ha la mandibola e il naso fratturati, per un tentativo di rapina nella stazione di Lambrate, Milano.

Il giovane, che è stato subito portato al pronto soccorso del Fatebenefratelli, si trova ora ricoverato al policlinico San Matteo nel reparto di Otorinolaringoiatria, in attesa di un intervento chirurgico che dovrebbe essere eseguito questo venerdì mattina.

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«Quando scendo dal treno la situazione è la stessa – dice il ragazzo –. Binari deserti e l’ufficio della Polfer già chiuso. Non c’entra la disabilità, quello che è successo a me poteva capitare a chiunque. Mi sono trovato da solo sul binario, quando questo individuo mi ha aggredito, e solo scendendo nel sottopasso sono riuscito a chiedere aiuto. C’erano delle persone, hanno chiamato subito l’ambulanza».

Il giovane, che lavora a Milano alla mostra “Dialogo nel buio” ospitata nella sede dell’Istituto ciechi, stava tornando a casa: «Ero sul binario, stavo aspettando l’ultimo treno utile per Pavia – racconta dal suo letto di ospedale –. Ho sentito una voce maschile, quell’uomo mi ha visto con il bastone e mi ha chiesto se avevo bisogno di aiuto per salire sul treno. A un tratto ho sentito che mi stava mettendo la mano in tasca per provare a sfilarmi il portafogli, dove avevo circa 70 euro. D’istinto ho reagito, mi sono divincolato dalla sua presa e lui mi ha colpito con un pugno. Poi è scappato, senza riuscire a portare via niente».

Nonostante la brutalità dell’aggressione, il giovane è riuscito a raggiungere il sottopasso, a scendere i gradini e a chiedere aiuto ad un gruppo di pendolari. «Sul binario non c’era nessuno e comunque purtroppo la stazione a quell’ora è poco illuminata – denuncia il ragazzo –. Sui binari, inoltre, non c’è alcun controllo e nemmeno telecamere. E invece la sicurezza dovrebbe essere garantita fino all’ultimo treno. La stessa situazione, con stazione deserta e nessun presidio di controllo, me la ritrovo a Pavia, quando scendo dal treno. Una situazione difficile per chiunque».