“Profughi” non vogliono scendere dal pulmino, e aggrediscono carabinieri

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Altro episodio di violenza dei sedicenti profughi ( esiste un abaco in grado di contarli?).

Siamo nella Sicilia funestata dai flussi ( e dalla sua vergognosa giunta regionale).

Cinque virgulti africani dovevano essere trasferiti da Palermo; non per tornare nella loro casa, non preoccupatevi, ma per essere alloggiato in una comunità a Licata, paese in provincia di Agrigento.
Ma loro non erano d’accordo; il che è ovvio: non sono profughi che dopo aver visto guerre sognerebbero di stare in un bel paesino rilassante, ma immigrato economici che cercano la città.
Comunque, non essendo i cocchi di Alfano d’accordo col trasferimento, al momento in cui il pulmino sui cui viaggiavano, è giunto a Licata, si sono rifiutati di scendere. Per tentare di smuovere la situazione, sono dovuti intervenire polizia e carabinieri ( che ormai vengono utilizzati per fare da balie ai clandestini capricciosi, grottesco).

Ma le lunghe trattative delle forze dell’ordine sono riuscite a far muovere soltanto uno dei cinque virgulti di cui sopra. Il pulmino così è stato trasportato in commissariato, e si è ripartiti con il tentativo di convincere i clandestini a uscire dal mezzo ( ma vi sembra normale tutto ciò?). Ad un certo punto, stanchi evidentemente delle suppliche, due dei 4 africani sul pulmino hanno aggredito tre carabinieri, che sono stati poi costretti a farsi medicare al pronto soccorso. Gli aggressori sono Chukwuka Ikechukwu e Drame Bafode, che vengono dalla Nigeria e dalla Guinea ( che confinano quasi con la Siria, dai). Per i due è scattato l’arresto; cui con ogni probabilità seguirà un processo fuffa per direttissima, con pesudo-condanna sospesa, e quindi solita fine a tarallucci e vino.
Perché neppure chi dà segni di violenza si può espellere.

E restiamo sbigottiti nel vedere la ‘mollezza’ cui sono costrette le forze dell’ordine in questo paese, nei confronti di questi soggetti. Sempre a incassare come una sorta di sacchi da boxe in divisa. Anche in un caso come questo, si deve stare ore a pregare clandestini di uscire da un pullman, come genitori col figlioletto capriccioso… Sono molte le cose che non funzionano in questo paese.




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