EBOLA: VIOLENTI SCONTRI IN GUINEA, VIRUS VERSO NORD?

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Violente proteste contro i controlli istituiti per fermare la diffusione di Ebola in una città nel nord della Guinea, hanno spinto la Croce Rossa a ritirare i propri operatori, minando gli sforzi per fermare la diffusione di Ebola nella vicina Guinea-Bissau.

L’epidemia di Ebola è stato rilevata in Guinea un anno fa e da allora ha ucciso più di 11.000 persone in Africa occidentale.

Il terrore degli esperti è che si diffonda in Guinea Bissau, il cui sistema sanitario è considerato vulnerabile anche rispetto ai bassi standard africani.

Ora, un picco di nuovi casi nella provincia di Boke, al confine con la Guinea, in combinazione con la resistenza violenta agli sforzi per controllarne la diffusione, alimenta la probabilità che questa accada.

Sono 230 le persone ritenute a rischio in zona, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità.

Venerdì scorso, una folla inferocita ha attaccato una stazione di polizia ed edifici pubblici a Kamsar, città di Boke, dopo che gli operatori umanitari avevano cercato di identificare una donna che entrata in contatto con un paziente infetto da Ebola.

Proteste anti-Ebola sono proseguite durante il fine settimana.

Due auto della Croce Rossa e la casa di un dipendente sono stati attaccati mentre un magazzino contenente attrezzature sanitarie per le sepolture di infetti da Ebola, considerate fondamentali per contenere il virus, è stato bruciato.

“Questo attacco … ostacola i tentativi di fermare l’epidemia e tracciare coloro che possono essere venuti in contatto con una persona infetta,” ha dichiarato Corinne Ambler, coordinatore comunicazioni regionali presso la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (FICR ).

Ambler ha aggiunto di essere “molto preoccupata” che Ebola possa diffondersi dalla Guinea alla Guinea Bissau.

L’OMS sta cercando una persona che ha partecipato ad un funerale di quello poi risultato un morto per Ebola, a Boke, tornata poi in una comunità di pescatori in Guinea Bissau.




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