Pordenone: la fanatica che vuole trasformare i clandestini in ‘profughi’

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PORDENONE – Ci sono 63 clandestini in città, che fanno le vittime, con la complicità delle solite organizzazioni che fanno dell’accoglienza fanatismo e business.

Questi ex profughi, che abitano in città, in attesa del loro ricorso dopo il rifiuto alla richiesta di asilo politico, sono assistiti dall’associazione immigrati rappresentata dalla famigerata Luigina Perosa.

Durante un incontro con il Comune, proprio la fanatica Luigina Perosa che, con la passione per i ragazzoni africani che la contraddistingue, vuole che il Comune dia a questi clandestini la carta di identità.

«Abbiamo fatto vedere a un avvocato la risposta avuta dal Comune di Pordenone – ha detto Perosa – e ha ravvisato falso documentale.
Perché non è vero che nella domanda non è indicato il Paese di provenienza, perché si sono appellati a una legge che non c’entra e perché non è vero che è stato dato un documento di riconoscimento non idoneo: lo ha rilasciato la Questura. Potremmo fare ricorso, ma non siamo interessati a complicare la situazione. Vogliamo risolverla».

Per i fortunati che non lo sapessero, tal Perosa sarebbe la ‘maestra degli immigrati’. Fanatica dell’accoglienza in città.

Tra il Comune e la maestrina è andata in scena una discussione al limite della realtà.

Un assessore, solo lievemente meno fanatico della signorina, ha spiegato che le domande sono state valutate e respinte dagli uffici e che il Comune non ha alcun interesse a non riconoscere i migranti.

«Diversamente non ci saremmo dati da fare per accogliere, anche quelli che non rientrano in Mare nostrum, in via Piave. Ma se i tecnici dicono che non ci sono le condizioni normative per dare la risposta che chiedete non possiamo forzare. Anche perché la carta di identità è un documento che dà diritto all’espatrio nei Paesi dell’area Shengen».

Ma chi sono questi ‘poveri migranti’?

Sono tutti maschi tra i 18 e 30 anni. La loro domanda di asilo è stata respinta, perché non ne hanno diritto. Ma l’associazione della fanatica li ha aiutati a presentare ricorso, così possono rimanere e chi li ospita incassare 35 euro cadauno.

«Questo sistema rischia di produrre clandestini e di costare un sacco alle casse dei contribuenti – ha detto Perosa –. Non conviene a nessuno».

Non conviene alla sua associazione. Questi individui sono il cancro del Paese. I tumori si estirpano, non si tollerano.




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