Caritas faceva cresta sui soldi per i profughi nei suoi 4 hotel

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In questa vicenda – http://voxnews.info/2015/05/23/frutti-di-mare-ai-profughi-cosi-la-onlus-incassava-i-nostri-soldi-scandalo/ – entra simpaticamente in ballo la Caritas.

Secondo i magistrati della Procura di Napoli i soldi destinati ai clandestini finivano a responsabili e collaboratori della Caritas. Per noi non cambia molto, sempre di parassiti stiamo parlando ma, comunque, evidenzia il perché certi settori della Chiesa siano così ‘attivi’ nel perorare l’accoglienza.

Due esponenti campani della Caritas Teggiano-Policastro, che gestisce ben 4 hotel per ‘profughi’, con migliaia di immigrati, tra i quali don Vincenzo Federico, sono indagati.

In sintesi: Caritas faceva comprare ai profughi, con la loro paghetta, schede telefoniche della società di De Martino, protagonista della vicenda descritta nell’articolo precedente.

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Lo avrebbe ammesso, in dichiarazioni rese ai pm, lo stesso De Martino nel gennaio scorso. Racconta De Martino di aver conosciuto, in ragione dell’attività nel campo della ‘solidarietà’, i responsabili di vari centri, tra i quali Fiore Marotta, collaboratore della Caritas di Teggiano, “riconducibile al responsabile della Caritas Campania don Vincenzo Federico. Fui io – dice De Martino – a proporre a Fiore Marotta di far convergere sulla mia edicola, qualora ne ravvisasse l’esigenza, i ticket che venivano riconosciuti ai loro ospiti in forza del contratto stipulato con la Regione Campania. I buoni sociali, anche se potevano essere spesi per l’acquisto di altri beni, venivano utilizzati dagli ospiti immigrati quasi totalmente per l’acquisto di ricariche telefoniche del valore di cinque euro. Spiegai a Marotta che la nostra edicola aveva la convenzione per il cambio, e il cambio da noi praticato era più favorevole per gli immigrati”.

Ieri, nell’ambito di questa indagine, la sede della Caritas di Teggiano è stata perquisita dai finanzieri.




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