Ferrara: 14 ‘profughi’ in condominio di lusso con hotel a 4 stelle

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FERRARA – Da qualche giorno, 14 sedicenti profughi sono ospitati – a spese nostre – in un lussuoso supercondominio di Ferrara, in viale Cavour. Il palazzo ospita studi di avvocati, liberi professionisti, albergo 4 stelle (Astra Hotel), due banche: da circa 20 giorni, al quinto piano, senza avvisare i condomini, sono stati messi i 14 africani in un grande appartamento di quasi 200 metri quadrati, affittato da un privato alla cooperativa «Vivere qui».

Piccolo conto: sono oltre 500 euro al giorno. Circa 15.000 euro al mese di affitto. Non male. Visto che sarebbe forse illegale, solitamente, affittare un appartamento di quella grandezza a 14 persone.

La comunicazione ai condomini è arrivata solo alcune settimane fa. E anche se i professionisti con la puzza sotto il naso non lo vogliono dire, perché non fa chic, loro, gli africani che bloccano l’ascensore non li vogliono.

E allora si inventano improbabili questioni, come le spese condominiali, dicendosi ‘preoccupati per i soldi pubblici’. Siate onesti, è nel vostro diritto dire: noi, gli africani sbarcati qualche giorno fa, qui, non li vogliamo. Abbiate coraggio.

L’avvocato Fabio Anselmo, legale dell’Asp, che gestisce l’accoglienza a Ferrara dei clandestini, si dice stupefatto dalla convocazione di un’assemblea da parte dei condomini: «Assemblea straordinaria? Lo so da voi, sono fuori Ferrara da giorni, avevo notizia della decisione, non me ne sono occupato e non conosco gli sviluppi: domani (oggi, ndr) sarò a Ferrara, vedrò l’esito dell’assemblea e farò valutazioni».

Per lui, il caso dei ‘profughi’ nel condominio del lusso, con un albergo a 4 stelle, è una ‘prova tecnica di integrazione’ in centro. Un altro genio con i soldi degli altri.

«Ho saputo che veniva attivata l’accoglienza in quell’appartamento, non avevo notizia vi fossero problemi, se ci sono li affronteremo». L’assessore Chiara Sapigni è minacciosa verso i condomini, parlando di ‘coinvolgere gli immigrati in attività’.

E’ tempo di rispolverare la ghigliottina.




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