Sacchi: “Anche nel calcio serve una base autoctona”

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Arrigo Sacchi precisa le parole sulla ‘vergogna’ del triplete interista senza italiani: “Non ho mai detto che è stata una vergogna come squadra. Ho rispetto per quel gruppo e quei giocatori. Io intendevo solo dire che quella vittoria ha dato poco o niente al nostro calcio, perché l’11 dell’Inter a Madrid era senza italiani. Perciò per il nostro movimento quel successo fu una vergogna”. Ovvio, solo gli ipocriti avevano travisato. Non deve essere una questione di tifo.

Agli sciocchi che gli hanno rinfacciato la presenza di Gullit, Rijkaard e Van Basten (che erano tre su undici…) replica: “I tre olandesi? Non erano i migliori prima che li allenassi io. Lo sono diventati in Italia, ma la base del mio Milan erano gli italiani. Non è un caso che dal 1988 al 2000 abbiamo vinto molto di più che nel decennio successivo. E il numero di stranieri era limitato…”.

“I nostri periodi più bui coincidono con l’utilizzo massiccio degli oriundi e l’aumento del numero degli stranieri in Serie A”.

Sempre precisando che ci sono ‘oriundi’ veri che sono italiani. Cosa che Balotelli non è.




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