Presidente Gambia: “Taglierò la gola a tutti i gay. Bianchi, non mi fermerete”

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Torna a farsi sentire il presidente del Gambia, Yahya Jammeh, a proposito della sua visione ( non propriamente ‘amichevole’) nei confronti degli omosessuali.

Questa volta il presidente ha minacciato un vero e proprio sterminio: “Agli omosessuali verrà tagliata la gola, non si vedrà più un uomo che voglia stare con un altro uomo in questo Paese: e non c’è nessun bianco che possa farci nulla”.

Il Gambia, paese nel cuore dell’Africa occidentale ( a sua volta, cuore dell’Africa negra) è uno dei tantissimi paesi africani, 37, nei quali l’omosessualità è illegale. Rientrano in questa lista, anche la Nigeria, un paese con una relativa crescita economica, e l’Uganda, che lo scorso anno ha optato per l’ergastolo come pena per il ‘reato di sodomia’.
Ovviamente, per i mass media l’emergenza mondiale dei ‘diritti gay violati’ resta la Russia, il paese che ha osato con una legge approvata all’unanimità ( e non imposta dal ‘dittatore’ Putin) vietare la propaganda omosessista e gender nelle scuole. Quella che più volte minaccia le nostre di scuole, con giornate del ‘travestimento’ e favolette di coppie lesbo alla cerca di ‘semini’ in Olanda…

Già lo scorso anno Jammeh aveva fatto intendere chiaramente la sua posizione sull’omosessualità, paragonando i gay alla tubercolosi e alla gonorrea.

Ora che c’è stata una vera e propria dichiarazione di sterminio, attendiamo impazienti una marcia di protesta di Vladimiro Guadagno e Nichi Vendola in quel di Gambia. O forse i diritti dei gay neri valgono meno di quelli bianchissimi della Russia?




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