Poliziotti: “Ai profughi soldi, telefoni e sigarette…a noi nemmeno mascherine”

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PORDENONE – “Agli immigrati scheda telefonica, sigarette e soldi, a noi nemmeno il kit adeguato di prevenzione sanitaria”. Sono furiosi gli operatori delle forze dell’ordine. Solo ieri, nella questura di Pordenone sono stati vomitati altri 50 sedicenti profughi, provenienti dall’Africa, notoriamente vicina alla Siria. Quasi tutti uomini.

Portati in ospedale perché davano segni di ‘qualche contagio’, sono spariti. Sono i controlli del governo Renzi.

Denuncia il segretario provinciale dell’Ugl Polizia, Raffaele Padrone: “Ormai l’emergenza è così intensa che evidentemente non c’è il tempo per il ricambio del materiale di prevenzione. Ma proprio l’emergenza non deve diventare una giustificazione”.

“Quando il fenomeno non era così intenso, i controlli sanitari venivano eseguiti nei centri di accoglienza dove avvenivano gli sbarchi. Ora, invece, vengono eseguiti a destinazione raggiunta. Ma gli operatori non sono adeguatamente protetti. Le mascherine sono chirurgiche ovvero svolgono la funzione opposta: evitano che i nostri germi siano dispersi nell’aria, non viceversa. Nemmeno i guanti sono quelli adeguati. Perché le scorte scarseggiano, in proporzione alle esigenze. Anche ieri abbiamo dovuto lavorare in queste condizioni”.

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Tre i rischi per gli agenti: pidocchi, scabbia, tubercolosi: “Il noleggio dei bagni chimici è costoso, pertanto i profughi si servono dei servizi del personale della questura. Siamo al collasso, e se lo denunciano anche i prefetti…”.

“E se l’agente si ammala viene collocato a riposo forzato e di doversi accollare le spese dei controlli”.

Ma..ribellarvi? Invece di farvi ridurre a galoppini di chi ha deciso l’invasione di quella che è anche la vostra terra?




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