Le elezioni non democratiche inglesi

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Le elezioni di ieri nel Regno Unito sono solo l’ultima espressione dell’ormai inesistente democrazia in Europa.

Ci sono molti modi per rendere un Paese non democratico, il più ovvio è impedire al popolo di votare, in Inghilterra hanno sempre scelto metodi più subdoli: una legge elettorale che impedisca la rappresentanza.

Il maggioritario britannico, come quello francese, consente al Sistema di sopravvivere a se stesso, perché rende quasi impossibile il cambio di regime.

Questi sono i risultati di ieri:

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Come vedete, lo UKIP di Farage ha avuto un risultato di voti strabiliante. E un seggio. Questo perché essendo diffuso in tutta l’Inghilterra: è forte ovunque ma non è primo partito in nessuna contea tranne una, così, i milioni di elettori che l’hanno votato non sono rappresentati.

Ha preso 1/3 dei voti dei Conservatori, eppure questi hanno 331 seggi contro 1 dello UKIP: 3.881.129 elettori quasi senza rappresentanza.

E’ evidente che si tratti più di democrazia, ma di qualcosa di diverso che soffoca la nascita di partiti anti-sistema. Perché la democrazia si basa su ‘una testa un voto’, il sistema britannico invece, fa si che ‘una testa conti più dell’altra’.

Caso strano, l’Italicum ha molte somiglianze con la legge inglese, seppure su base nazionale. C’è un ordine dall’alto: togliere la democrazia senza far sembrare di averla tolta.




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