Aborti di massa tra le ragazzine ‘infedeli’ stuprate dagli islamici: non vogliono i loro figli

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I medici in Kurdistan stanno praticando decine forse centinaia di aborti sulle ragazze yazidi che sono state rilasciate dopo essere state tenute per mesi come schiave sessuali dai combattenti islamici di ISIS.

Traumatizzate dopo mesi di stupri e torture per mano degli islamici, alcune delle vittime sono tornate dopo essere rimaste incinte dei loro rapitori.

L’aborto, in situazioni normali riprovevole, è moralmente non solo giusto, ma obbligato, in caso di stupro. Soprattutto di stupro etnico: mezzo attraverso il quale si vuole eliminare un popolo come tale.

Ora, alcuni medici locali stanno eseguendo aborti in ambulatori segreti nei quali restituiscono anche la ‘verginità fisica’ con la ricostruzione dell’imene nelle vittime, alcune delle quali hanno solo otto anni.

La verginità è nel cuore e nell’animo. Vi hanno tolto quella fisica, non certo quella vera.




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