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BCE stringe il cappio: proibirà a banche acquisto titoli greci

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La Banca centrale europea è pronta a stringere ancora il cappio intorno alla Grecia. Secondo fonti ancora ufficiose, la BCE si muoverà per vietare ufficialmente alle banche greche di aumentare le loro partecipazioni di debito sovrano greco a breve termine, nel tentativo (giusto ma fuori tempo) di rompere il legame incestuoso e tossico tra i gli istituti di credito greci e il debito pubblico del loro Paese.

L’effetto immediato sarà un ulteriore stretta sulla capacità del governo greco di reperire liquidità, che potrebbe far precipitare la situazione in tempi brevissimi. Ci saranno serie difficoltà a pagare gli stipendi e le pensioni già per la fine del mese prossimo.

In una lettera indirizzata al cancelliere tedesco e Draghi, Alexis Tsipras ha avvertito che la posizione della Banca potrebbe trasformare un “problema di flusso di cassa” in un “grande problema per la Grecia e per l’Europa.”

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Intanto accelera la fuga di capitali pari a 1,5 miliardi di € nell’ultima settimana. Per tappare il buco, gli istituti di credito fanno affidamento sulla liquidità di emergenza (ELA) fornita dalla Ue. Che poi reimpiegano anche in bond nazionali, aggirando e sostituendosi alla banca centrale.

Una revisione dei finanziamenti ELA dal Consiglio direttivo della BCE è atteso per domani.

Sembra che i mercati stiano ampiamente sottovalutando l’eventualità di una crisi sistemica causata dal precipitare della situazione greca.

Il noto speculatore George Soros ha la situazione greca potrà avere ormai solo esiti negativi, qualunque scelta venga fatta. Secondo lui, il meglio che possa capitare tirare avanti senza risolvere nulla, come fatto fino ad ora. “La Grecia sta andando in malora”, ha concluso.