Gli amici di David a Salvini: “Che la sua morte non sia vana”

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Così un’amica di David Raggi, il ragazzo italiano ammazzato dal ‘richiedente asilo’ marocchino, ha lanciato un accorato appello a Matteo Salvini.

Intanto emergono particolari commoventi, sulla fine del ragazzo ternano, nostro connazionale.

Agli amici ha chiesto di chiamare subito un’ambulanza, ma il suo lavoro in campo farmaceutico non gli lasciava speranza, aveva capito: «Non arrivo in ospedale, questa è una emorragia arteriosa. Vi voglio bene, dite a mamma, papà e Diego che gli voglio bene».

Queste le sue ultime parole.

Che non sia una morte vana. Che non sia come per le vittime di Kabobo. Come per le tante altre vittime dell’immigrazione.

Dobbiamo ribellarci. Anche con la violenza.

David era figlio di un ex operaio dell’Ast, ormai in pensione. La madre occupata in una casa di riposo.  A dimostrazione di come l’immigrazione faccia vittime, soprattutto, tra le persone normali.

Aassoul Amine, richiedente asilo marocchino, detto Aziz deve morire.




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