Volto assassino ricostruito a partire dal DNA

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E’ LA PRIMA VOLTA CHE VIENE DIFFUSO UN IDENTIKIT OTTENUTO IN QUESTO MODO

Visto che non ci sono testimoni oculari noti per l’omicidio di una giovane donna e del suo bambino di 3 anni, omicidio avvenuto quattro anni fa, e visto anche che nessuna telecamere di sicurezza ha ripreso chi ha commesso il delitto, in South Carolina la polizia di Columbia ha pubblicato l’identikit dell’assassino ricorrendo ad una nuova tecnica: il volto è stato generato da un computer basandosi unicamente sul DNA trovato sulla scena del crimine.

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E’ la prima volta che la faccia di un sospetto è sottoposta al pubblico in questo modo, ma non sarà l’ultima. Gli investigatori sono sempre più in grado di determinare le caratteristiche fisiche dei sospetti criminali dal DNA che lasciano sul luogo del crimine, offrendo quello che potrebbe diventare un nuovo e potente strumento, nel caso il DNA non sia già in un database.

Dal DNA è possibile determinare occhi e colore dei capelli di un sospetto in modo abbastanza preciso. E’ anche possibile prevedere il colore esatto della pelle, calvizie, tipo di capelli, forma del dente e l’età. E, soprattutto, la razza del sospetto: quella cosa che ‘non esiste’.

La fenotipizzazione forense del DNA, come viene chiamata, è utilizzata dalle polizie da anni, ma è la prima volta che si diffonde un identikit preciso basato su questa tecnologia.

Nel 2003, tali informazioni hanno aiutato a scoprire un serial killer in Louisiana. La polizia stava cercando un uomo bianco sulla base del racconto di un testimone e profili psicologici.
Ma il DNA trovato sul sito di uno degli omicidi indicava antenati di una persona sub-sahariana. Alla fine, un uomo ‘di colore’ è stato arrestato e condannato per i crimini.

Ora, i ricercatori stanno arrivando ad ottenere tratti fisici più specifici della razza, come il colore degli occhi e dei capelli.




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