Il “populista” Mattarella si ‘attacca al tram’

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Ieri è andata in onda a reti unificate, la patetica scenetta del presidente della Repubblica che si muoveva in tram come un ‘comune mortale’.
L'”umile presidente” che con la sua scelta saggia ha mostrato, oltre alla vicinanza al “volgo”, anche l’attenzione a non intasare il traffico che da Firenze lo doveva portare a Scandicci, per una visita istituzionale alla Scuola superiore di magistratura. Anche i pendolari erano in ‘estasi’ per la scelta… finché non si sono resi conti che sarebbero restati a piedi.
Difatti, la ‘piccola sorpresa’ che si ritrovati a scoprire, è che la corsa con Mattarella sarebbe stata privata.

La qual cosa ha anche portato ad un costo non da poco del breve viaggio, lungo una linea che è peraltro pagata dal Comune di Firenze con contributi di 60 euro a corsa.

Una corsa, in particolare, costa 1,20 euro e considerando che la tranvia trasporta 164 passeggeri medi a tratta, l”umile’ viaggio del presidente è costato circa 720 euro tra andata e ritorno. Settecentoventi euro per una quindicina di chilometri…non proprio economico: più costoso di noleggiare un’auto di lusso.
Insomma, se devi fare un viaggio istituzionale, e sei comunque in veste di presidente della Repubblica, quindi non si può rischiare di farti viaggiare con ‘sconosciuti’, a che pro tutta ‘sta sceneggiata?

Se avesse semplicemente noleggiato una macchinina, sarebbe costato meno, e ancor di più non avrebbe rovinato la giornata di oltre 100 pendolari.
In sostanza, la ricchezza non si ostenta, ma l’umiltà ancora meno..

La verità è che se avessimo un dibattito politico onesto, la scenetta in discussione sarebbe stata tacciata univocamente come “populismo”; anche piuttosto spiccio. Ma questo non si può, perché oggigiorno il termine “populismo” serve solo per denigrare certe posizioni politiche, che vengono più incontro al volere della maggioranza che non alle fantasie ‘illuminate’ delle élite ( ad es., dei Mattarella).
Quindi ben vengano le ‘gite’ in tram di vecchi elementi da ‘nomenklatura’, e ben vengano le marchette elettorali di 80 euro dei loro ‘sponsor’.




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