Associazioni Lgbt umiliano ragazzini a scuola: non sono d’accordo con le loro ‘bizzarrie’

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Sempre più arrogante si fa nelle società occidentali, l‘imposizione dell’ideologia gender. Uno dei punti focali di quest’imposizione, è inserire l’argomento nelle lezioni scolastiche, con ‘libretti ad hoc’, oppure facendo direttamente intervenire in aula, rappresentanti di associazioni lgbt. E’ successo ( in misura per ora ‘ridotta’), anche in scuole italiane.
Ed è quindi ancor più evidente, l’importanza di osservare cosa accade nei ‘paesi più avanti‘.

Nella California degli ‘uteri in affitto’, che le lezioni scolastiche debbano risolversi anche in propaganda di certe associazioni, appare ormai ovvio. Così quando al liceo “’Acalanes High School” ci si è accordati con la Queer Straight Alliance ( organizzazione che raggruppa tutte le associazioni lgbt della California), neppure ci si è premurati di avvisare i genitori. Del resto, cosa c’è più giusto in una scuola che una ‘lezione’ tenuta da certi soggetti?

Ma cosa è accaduto in questa ‘lezione’? In parte quanto accade in tutte le ‘lezioni’ di questo tipo; ovvero le bizzarrie ‘gender’ vengono vendute come verità ‘rivelate’, piovute dall’alto.
Dunque, ci si è concentrati su un ‘esercizio di fluidità del genere‘: è stato detto agli studenti che un giorno sarebbero potuti andare a scuola sentendosi maschi e il giorno dopo sentendosi femmine. Così, per provare.
Perché, come sostiene la loro ideologia, se ci sentiamo uomini anziché donne, o anche di sesso indefinito, è per le imposizioni della società; senza queste imposizioni, sarebbe più facile sentirsi come ‘vogliamo’. Del resto, cosa c’è di più ‘giusto’ di sentirsi di sesso ‘indefinito’?
Hanno per l’appunto dato dei volantini con la terminologia lgbt: abbiamo ‘neutro’, per gli indefiniti di cui sopra; ‘demiboy’, per quelli che” si, sono maschio, ma non in tutto, diciamo al 75%”; demi-girl; poi, c’è anche ‘pan-sessuale’, per quelli che si eccitano un po’ su tutto.

La cosa poteva chiudersi qui, e sarebbe già stata una propaganda subdola e vile, di idee alquanto ‘opinabili’.
Ma ovviamente, non c’è totalitarismo che si rispetti, che non se la prenda col “dissidente’ di turno.
Ed ecco dunque, che c’è stato anche un interessante ‘esperimento di gruppo’, attuato.
In breve, i ragazzini, tra i 14 e i 15 anni e quindi in una fase delicatissima e piena di debolezze, sono stati fatti disporre in cerchio. A quel punto, il ‘gioco’ funzionava così: chi era d’accordo con le visioni spiegate dai rappresentanti della suddetta “alleanza queer”, doveva fare un passo avanti; altrimenti, si restava fermi.
Insomma, un’altra tecnica viscida , irrispettosa della privacy dei ragazzi e che tenta ulteriormente di far pressione sulle loro idee, sfruttando esplicitamente l”effetto gregge’. Con tutto ciò, alcuni hanno avuto il coraggio di non far quel passo avanti ( con ogni probabilità, meno di quelli che avrebbero voluto); e per tutta risposta, i rappresentanti lgbt li hanno ridicolizzati e sbeffeggiati davanti a tutti.

Piuttosto chiaro che si tratti di’ un totalitarismo che avanza, subdolo perché utilizza proprio la ‘tolleranza’ come grimaldello per imporsi.
Ma non ci si faccia ingannare: per sapere che non bisogna offendere o picchiare qualcuno perché omosessuale, basta che si conosca l’educazione e il rispetto per il prossimo; non c’è alcun bisogno di andare oltre a ciò. Quello che accade, invece, è che vengono manipolati episodi di bullismo e violenza, che hanno per vittime omosessuali, per imporre senza la minima tolleranza le proprie visioni ideologiche: attraverso leggi liberticide come la “scalfarotto” e attraverso la viscida propaganda ‘gender’ nelle scuole.




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