Turchi sconfinano in Siria per riprendersi resti del ‘fondatore’ Solimano – VIDEO – FOTO

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Erano mesi che soldati turchi erano bloccati dalle forze di ISIS, mentre a guardia della tomba di Suleyman Shah, nonno di Osman I, fondatore dell’impero ottomano. Islamici che assediano altri islamici: mai stata simpatia tra arabi e turchi.

Il mausoleo e il territorio che lo circonda è una enclave turca in territorio siriano, concessa dall’allora potenza coloniale francese.

Nella notte, le truppe turche hanno oltrepassato il confine tra Turchia e Siria nell’area di Kobane, raggiunta la tomba e fatta saltare dopo avere recuperato i resti del loro avo: poi, hanno ripassato il confine con i quasi quaranta soldati che difendevano l’enclave.

Un comunicato pubblicato sul sito del ministero degli Esteri turco ha ricordato come negli anni il mausoleo sia già stato spostato in passato, quando negli anni Settanta fu costruita una diga nell’area.

Ci sarebbe stato almeno un soldato morto.

Il primo ministro, Ahmet Davutoglu, ha sottolineando di non avere chiesto a Damasco il permesso di entrare in azione, poiché considera il territorio della tomba suolo turco. Per la Siria, visto che l’enclave sarà anche turca, ma il territorio intorno è de jure siriano (de facto controllato da ISIS) è una “palese aggressione”. La versione di Damasco è che il consolato a Istanbul sapesse dell’intenzione di portare in salvo i soldati, ma che non è stato atteso il via libera.

In tutto questo – andare a recuperare i resti di un proprio avo di secoli fa – si comprende come tutti considerino fondamentale la propria identità, tutti tranne gli europei, che l’hanno svenduta in nomde di una fantomatica e demenziale ‘integrazione’: altro nome per genocidio.




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