B. vuole la guerra in Libia: con tre anni di ritardo

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DOVEVA SCHIERARSI CONTRO I FANATICI CHE ROVESCIARONO GHEDDAFI, QUANDO ERA PREMIER, SFRUTTANDO ANCHE IL LEGAME CON PUTIN
OGGI, IL MEDITERRANEO SAREBBE UN POSTO MOLTO PIU’ TRANQUILLO, INVECE ABBIAMO I TAGLIAGOLE DEL CALIFFO AD UN BARCONE DA NOI

“Accogliamo con favore l’intento del governo di non abdicare alle responsabilità che ci derivano dal ruolo che il nostro Paese deve avere nel Mediterraneo”. Così, con qualche anno di ritardo, il leader di FI, Berlusconi, in merito alla crisi in Libia.

“Un intervento di forze militari internazionali, sebbene ultima risorsa, deve essere oggi una opzione da prendere in seria considerazione”, afferma in una nota.L’Italia,sottolinea,”non può tollerare la minaccia” dalla Libia. “FI si assume le proprie responsabilità”,pronta a contribuire a “difficili scelte”.

Basta con queste ‘forze internazionali’: se ‘non possiamo tollerare’, si agisca subito e si mettano in sicurezza le coste e i giacimenti petroliferi libici. Il resto sono cavoli loro, si ammazzino pure nel deserto.

Un intervento militare dovrebbe comprendere:

  • Occupazione e messa in sicurezza dei porti e dei punti di partenza dei clandestini
  • Occupazione e messa in sicurezza dei giacimenti petroliferi

Soprattutto il primo punto andava fatto due anni fa, invece del demenziale Mare Nostrum. Sono pochi i porti di partenza dei clandestini, con un impegno minimo ridurremmo a zero gli sbarchi. E anche i morti, ma non è questo il nostro problema, se pagano migliaia di euro per venire a romperci le balls.




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