Ne arrivano altri 600: chiamate di ‘soccorso’ tutte con telefoni satellitari

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Forti anche dell'”effetto strage” ( pianificato?), si moltiplicano le chiamate di ‘poveri migranti’ in difficoltà nelle acque del Mediterraneo; chiamate che già obbligano con l’operazione Frontex le imbarcazioni di Guardia Costiera e marina italiana, ad andare a raccattare clandestini.

Mentre viene scritto quest’articolo, il Centro Nazionale di soccorso della Guardia costiera di Roma sta coordinando le operazioni di soccorso di altri 6 gommoni carichi di ‘migranti alla deriva’, a circa 50 miglia a nord delle coste libiche: cioè ad uno ‘sputo’ dalla Libia ( già il Canale di Sicilia è ampio il doppio…).

Poiché i ‘migranti’ sono ‘poveri profughi privi di ogni cosa (e non certo arrampicatori sociali pronti a tutto per andare in Europa, spesso non in grado di comprendere bene i rischi dei loro ‘piani di ascesa personale’ ), tutte le richieste di aiuto sono pervenute tramite telefono satellitare…
Sul posto, il suddetto Centro nazionale di soccorso ha dirottato 2 navi mercantili in assistenza, oltre alla solita nave Peluso, un pattugliatore della Guardia costiera che da solo ha raccattato più clandestini di quanti ce se ne possa ricordare.

Tutte le 6 unità “in difficoltà, con a bordo complessivamente più di 600 uomini di origine sub-sahariana, sono già state localizzate. La ‘rinomata’ Peluso, inoltre, ha già iniziato le operazioni di recupero dei ‘migranti’.

Scafisti, ‘arrampicatori’ e forse Isis ringraziano. Alla maggioranza netta degli italiani, non resta invece che maledire questo teatrino.




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