Business is Business: giornale dei Vescovi invoca più clandestini

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La presunta strage di clandestini – tutta basata sulle validissime testimonianze di altri clandestini – viene utilizzata da chi ha interessi ormai palesi nel business dell’accoglienza per invocare più operazioni di cosiddetto ‘soccorso’, che poi sono all’origine delle partenze: è un po’ come i riscatti, se smetti di pagarli, finiscono anche i rapimenti.

Il giornale del Vescovi, il celeberrimo Avvenire, noto per i 4.355.324,42 di euro di fondi pubblici, che potrebbero essere usati per i loro ‘cari migranti’, invoca così un altro Mare Nostrum. Non solo, annuncia in una sconvolgente prima pagina di oggi la partenza di 600 eritrei dalla Libia: come un’agenzia viaggi. E non è strano, visto che l’organizzatore è il famigerato Don Zerai che gestisce la tratta direttamente dal Vaticano. Insomma, una sorta di ‘gazzetta degli scafisti’.

Ci siamo rotti. Dove è la magistratura, non si indaga su chi si autodenuncia in questo modo a mezzo stampa?




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