I ‘profughi’ protestano, si scopre che sono maggiorenni: ma prendevano la paghetta doppia

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Hanno protestato sotto la Prefettura di Catania, perché l’hotel dove vivono non è abbastanza lussuoso, e al fine di ottenere il trasferimento in una struttura più ‘consona’ alle loro esigenze. Non è la prima volta che i sedicenti minori ospiti della comunità del centro etneo mettono in scena proteste violente. Oggi, il cosiddetto viceprefetto Maria Salerno – centinaia di migliaia di euro di stipendio annuo – ha voluto visitare personalmente la struttura, mentre effettuava il sopralluogo è scoppiata una nuova protesta.

Risultato: parte dei clandestini sono stati trasferiti al Cara di Mineo, perché diventati maggiorenni nei mesi di permanenza – erano giunti il 5 novembre – a La Madonnina. Peccato che per mesi i gestori del centro abbiano continuato a prendere il doppio di quanto avrebbero preso per degli adulti: circa 80 euro al giorno per ‘profugo’.

La delegazione della Prefettura – guidata da Salerno e accompagnata da una pattuglia dei carabinieri, dai servizi sociali e dai vigili urbani di Mascalucia – si è recata in mattinata nel centro. La visita ha spinto un gruppo di ospiti – erano 57 fino a oggi – a bloccare il cancello di accesso, impedendo l’uscita dell’auto del viceprefetto. «La dott.ssa Salerno ha potuto constatare con i suoi occhi le condizioni ottimali in cui vivono i giovani ospiti», spiegano da La Madonnina.

«La dott.ssa Salerno, dopo la visita e avendo constatato la non veridicità delle dichiarazioni dei minori, ha spiegato loro che un eventuale trasferimento potrebbe essere sicuramente peggiorativo delle loro condizioni visto l’alto standard presente in una struttura che era destinata all’accoglienza alberghiera».

Alla fine della mattinata il viceprefetto ha disposto il trasferimento al Centro d’accoglienza per richiedenti asilo di Mineo di venti ragazzi, che hanno raggiunto la maggiore età in questi tre mesi.

Nella comunità di Mascalucia rimangono adesso 37 minori. «Attendiamo, per la tutela di tutti, il trasferimento degli altri ospiti presenti», ha commentato Francesca Indelicato, presidente dell’associazione che gestisce il centro, che da poche settimane è anche diventata il tutor dei minori.

Un disgustoso business con i soldi dei contribuenti italiani. Prefetti che se ne fregano delle condizioni di vita di chi paga loro lauti stipendi, e si muovo con l’auto blu per ‘constatare se i clandestini vivono bene in hotel’.




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