Facebook non è Charlie: bloccate pagine di satira su Maometto

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Facebook ha acconsentito ad un ordine di un tribunale turco, che chiedeva il blocco di una pagina ritenuta ‘offensiva’ vero Maometto.
Se la piattaforma di social media si fosse rifiutata, la corte aveva minacciato di bloccare l’accesso a tutto il sito. Poscia, più che ‘l coraggio poté ‘l denaro.

Il sito ha circa 40 milioni di utenti in Turchia.

Facebook ha rifiutato di commentare, ma ha una politica di bloccare l’accesso ai contenuti di un paese se si rompe la legge locale.

Facebook pubblica un rapporto con le richieste di blocco da parte dei governi di tutto il mondo. L’ultimo rapporto, che copre il periodo Gen-Giu 2014, mostra che sono state richieste e ottenute 1893 “restrizioni di contenuti” all’interno della Turchia in quel periodo.

Inoltre, durante questo periodo, la Turchia ha bloccato temporaneamente l’accesso sia a Twitter che a YouTube.

(Facebook)

Dopo la strage di Parigi, MZ aveva assicurato che mai, FB avrebbe acconsentito alla censura. In realtà lo ha sempre fatto.

Facebook non è Charlie.




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