STORIA DI SARA E DI SUA MADRE: CHE NON HA POTUTO ASSISTERLA ‘GRAZIE’ A FORNERO

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Questo articolo per capire che dietro la cosiddetta Riforma Fornero ci sono storie di persone

Sara Righetto in una foto della...

QUINTO DI TREVISO – Sara Righetto, 31 anni, era al quarto anno dell’istituto turistico Mazzotti di Treviso quando un tumore al cervello la fece piombare in uno stato vegetativo.

Per tredici anni è stata assistita in casa dai genitori Silvana e Flavio e dal fratello Dario. La famiglia, è l’ultima resistenza all’entropia dei valori. Negli ultimi quattro mesi, l’aggravarsi ha costretto al ricovero in una struttura specializzata.

Giovedì, l’addio di Sara alla vita. E qui vi raccontiamo la storia della madre, che lo scorso anno, per stare vicino alla figlia, aveva chiesto di poter andare in pensione con tre anni di anticipo, calcolando i contributi versati.

Sarebbe stata una scelta non solo giusta, ma anche intelligente da parte di uno Stato che invece, mantiene i clandestini in lussuosi hotel, ma ha rifiutato e impedito ad una madre di occuparsi della figlia: una madre che non chiedeva nulla, solo quello che le spettava.

Non solo, con la riforma Fornero, gli anni da tre erano lievitati a nove. Perché dietro le ‘riforme’ ci sono persone, non numeri. Così, ‘perché lo chiedeva la Ue’.

Lunedì alle 11, il funerale di Sara nella chiesa di San Giorgio a Quinto. Il giorno dopo, la Consulta deciderà se gli italiani possono votare per abrogare la Legge Fornero.

Sarebbe bello, se qualche politico si occupasse di presentare una legge che prevede, in casi come quello di Sara, che le madri possano andare in pensione qualche anno prima, senza rubare nulla, come chiedeva Silvana Righetto.




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