Scrive contro immigrazione islamica: licenziato dal Manchester United

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A proposito di libertà d’espressione, ieri il Manchester United ha licenziato uno dei suoi talent scout in Europa, il danese Torben Aakjaer, di 32 anni, per una serie di messaggi contro l’immigrazione di europei orientali in Danimarca e musulmani contro i quali “è ora di usare l’arma segreta” sotto una foto di maiali.

Il club ha preso le distanze dal suo collaboratore, definento “intollerabile” il suo comportamento: c’è chi spara nelle redazioni, chi licenzia. Due modi diversi di rispettare la libertà di parola.

Non sorprende i club professionisti, che sperperano centinaia di milioni di euro nel pagare ragazzoti perché corrano in un prato, siano così a corto di materia grigia. E siano anche tra i più schifosi custodi del politicamente corretto (corrotto).

Interessante, come il ‘giornale’ sportivo Gazzetta dello Sport, appartenente alla società di scommesse sportive RCS, poco dopo avere scritto ‘Je suis Charlie’, abbia festeggiato il licenziamento dell’uomo.

Sono così obnubilati dalla sbornia del fanatismo antirazzista da non cogliere il paradosso.




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