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Le tasse finiscono alle banche: ecco perché

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Secondo la Cgia, con l’aumento dei rischi legati alla crescita delle sofferenze, le banche hanno ridotto gli impieghi alle attività economiche e hanno investito in Bot, Btp, Cct e Ctz.

Questo spiega il tracollo delle spread. Funziona così: la Bce stampa denaro che dà alle banche commerciali ad un tasso ridicolo, questo lo usano non per finanziare l’economia, ma per comprare titoli di Stato con un tasso superiore a quello che devono restituire alla Bce. Guadagno assicurato: sarebbe capace chiunque. I soldi, invece di finire nel sistema economico vengono dirottati in investimenti che fanno guadagnare le banche: e quegli interessi incassati sui Bot dalle banche sono – piuttosto semplice – soldi delle nostre tasse. Uno spostamento di ricchezza netto dalle famiglie italiane alle banche.

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Tra ottobre 2011 e ottobre 2014, infatti, è raddoppiata la quantità di titoli di Stato detenuti dalle banche, toccando i 414,3 miliardi di euro. Questo, tra l’altro, rende il sistema finanziario italiano molto più fragile davanti ad un rischio default. Il rapporto incestuoso tra banche e debito pubblico rende infatti le prime troppo sensibili ad un eventuale e probabile ‘fuoco greco’.

L’Ufficio studi Cgia rileva anche la frenata della caduta dei prestiti alle imprese: -0,7% tra ottobre 2014 e ottobre 2013,contro un -9,4% registrato nel 2011, cioè all’inizio del credit crunch.