Natale: ‘critica’ Maometto, condannato a morte

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Nouakchott – Un uomo in Mauritania è stato condannato nel giorno di Natale a morte per ‘blasfemia’. Un tribunale ha stabilito che aveva scritto qualcosa di blasfemo. Lo riferisce l’agenzia AFP.

L’uomo, che ha circa 30 anni, è svenuto quando la sentenza è stata letta in un tribunale di Nouadhibou, nel nord-ovest del paese dove la schiavitù è legale.

E’ stato rianimato e portato in carcere, ha aggiunto la fonte.

Cheikh Ould, questo il nome del cosiddetto ‘apostata’, è detenuto dal 2 gennaio,

Durante l’udienza il giudice ha detto che l’uomo è stato accusato di apostasia “per avere parlato con leggerezza del Profeta Maometto in un articolo che è stato pubblicato per breve tempo sui siti web della Mauritania”. Nell’artico ha criticato le azioni del profeta.

Il suo avvocato ha chiesto clemenza, ma il giudice ha accolto la richiesta del procuratore per la pena di morte.

La Sharia, o legge islamica, è è in vigore in Mauritania.

In Italia, invece, è in vigore la famigerata legge Mancino, che è l’equivalente della sharia in uno Stato totalitario. Non si viene condannati a morte per articoli sul web, ma si può venire processati, arrestati e condannati a qualche anno di galera per avere che ‘gli africani devono stare in Africa’. Ma noi lo scriviamo lo stesso.




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