Bambino scrive ‘Natale è festa di Gesù’: redarguito

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Il pensierino di un bambino: “Natale è la festa di Gesù”. Censurato dalla scuola, perché ‘contro la integrazione’. E’ successo venerdì scorso alla scuola primaria Luigi Mauro di via Cunicoli, parte dell’Istituto comprensivo San Giovanni.

Le parole sono state “messe tra parentesi” dalle presunte maestre di una classe della Mauro.

«Quella frase, cancellata per non offendere chi appartiene ad altre religioni, va invece a offendere tutti coloro che festeggiano il Natale non come periodo di regali e vetrine ma come nascita di Gesù Cristo», ha denunciato una mamma.

«Questo eccesso di zelo da parte delle maestre equivale a vergognarsi di Cristo e nascondere il proprio credo, in un momento in cui ricordare la natività di Gesù può aiutare a superare i momenti bui che stiamo vivendo».

Tal Cristina Gregoris, genitore che fa parte del Consiglio d’istituto e parte della claque censoria: «La questione è diversa e riguarda un contesto più ampio. I riferimenti religiosi qui non c’entravano nulla: il momento della recita faceva parte di un percorso seguito durante l’anno e incentrato sui diritti dell’uomo. ». La nuova ‘religione’ dei ‘diritti dell’uomo’, in nome della quale si commettono i peggiori crimini.

Il dirigente scolastico, tal Daniela Celli dà il meglio di sé: «Iniziamo col precisare che l’interculturalità e l’inclusività sono sempre stati i punti di forza dell’offerta formativa dell’Istituto, che, è bene ricordarlo, è una scuola laica. Ora, i pensieri che facevano parte del lavoro preparato dalle maestre non riguardavano il Natale come festa religiosa, piuttosto i valori trasversali della ricorrenza quali pace, solidarietà e amicizia: valori che fanno sì che questa festa accomuni tante religioni, etnie e culture diverse. Sia chiaro: nessuno ha mai voluto intendere che non si tratta di una festa cattolica. Semplicemente eravamo in un contesto diverso». Il Natale è una festa religiosa, forse la maestrina dovrebbe studiare. Ed evitare di vomitare melassa politicamente corretta sulle povere menti dei bambini italiani.

Il problema è che la scuola Mauro conta più di un terzo di stranieri. E l’invasione si paga in termini di libertà.

«Si tratta di una scuola laica che ha sempre dato molta rilevanza all’interculturalità ed è stata premiata per il livello di eccellenza sul fronte dell’inclusione sociale» – aggiunge Roberto Benes, docente Funzione strumentale intercultura (esiste qualcuno pagato per insegnare stupidaggini!).

A prendere posizione univoca anche il soviet l’organo ufficiale dei genitori: «Rimarchiamo la laicità di questa scuola che è sempre stata multietnica e multiculturale» – afferma Chiara Perini, presidente del Comitato genitori dell’Istituto comprensivo. «Il messaggio che vogliamo trasmettere è che il Natale va inteso come momento di comunione e fratellanza, nell’ottica dell’integrazione, della solidarietà e della pacifica convivenza tra i popoli».

Mai lette tante cazzate in una volta sola. Ma dimostra una cosa: la cosiddetta ‘integrazione’ altro non è che perdita della propria identità. Chi si integra muore come popolo e come individuo. L’invasione si combatte anche non integrando. Difendere tradizioni e unicità etnica è imperativo. Il resto, lo lasciamo ai maestrini di ‘intercultura’, sempre pronti a piantare qualche altro chiodo nella carne di Cristo.




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