Figuraccia del deputato marocchino: filmati svelano che immigrati si sono inventati tutto

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PER AVERE ‘STIPENDIO DA PROFUGHI’

”Sono tutte accuse infamanti e soprattutto false, ma quale pistola. Ho già provveduto a dare mandato all’avvocato di intraprendere le vie legali a tutela della nostra immagine”, dice il gestore dell’Engel hotel di Paestum, Alessandro Forlenza. E arriva così, l’ennesima brutta figura di Khalid Chaouki, già noto alle cronache per la vicenda delle false bocche cucite di Ponte Galeria.

“Prima di tutto tengo a precisare che non sono stati mai minacciati con nessuna pistola o maltrattati – ribatte Forlenza – è tutto falso. Già da quando sono arrivati non accettavano le regola della struttura nonostante avessero sottoscritto il contratto. La protesta è nata per l’erogazione dei pocket money (la paghetta quotidiana) che noi consegniamo mensilmente, e che invece loro vogliono ogni giorno. Purtroppo non possiamo fare diversamente, veniamo pagati ogni anno dal Ministero su rendicontazione per i progetti che realizziamo, quindi, li anticipiamo noi. Possiamo agire in base alla nostra forza economica. Il gruppo è fomentato da poche persone”.

“I carabinieri hanno acquisito i filmati del sistema di videosorveglianza – evidenzia Forlenza – la perquisizione ha avuto esito negativo non è stata rilevata nessuna irregolarità. Così come è successo in un’altra perquisizione effettuata recentemente dalla Questura. Quando il deputato è venuto nella struttura non è voluto nemmeno entrare, ha incontrato i profughi sulla spiaggia raccogliendo in un video le loro testimonianze. Sono stato attaccato senza avere la possibilità di dire nulla”.

Insomma, si tratta di una faida da profittatori dei soldi degli italiani, fra gente che si spartisce il ‘sacro’ business dell’accoglienza: da una parte i referenti piddini delle coop, dall’altra l’albergatore. In mezzo, gli italiani.




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