Attivisti Greenpeace danneggiano Linee di Nazca

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A climate change banner is seen beside the Nazca lines located on a stretch of coastal desert in Peru. Twenty Greenpeace activists from seven different countries unfurled the gigantic letters that formed the message:

Il governo del Perù vuole perseguire gli attivisti di Greenpeace dopo che hanno danneggiato le famose ‘Linee di Nazca’, nel corso di una trovata pubblicitaria ambientale.

Gli attivisti hanno sfregiato il sito antico di 1.500 anni due giorni fa, lunedì, proprio vicino al punto in cui la figura di una colibrì è incisa nel terreno.

Secondo il Perù gli attivisti hanno danneggiato le figure lasciando impronte sul terreno.

Le Linee di Nazca sono geoglifi, linee tracciate sul terreno, del deserto di Nazca, un altopiano arido che si estende per una ottantina di chilometri tra le città di Nazca e di Palpa, nel Perù meridionale. Le oltre 13.000 linee vanno a formare più di 800 disegni, che includono i profili stilizzati di animali comuni nell’area (la balena, il pappagallo, la lucertola lunga più di 180 metri, il colibrì, il condor e l’enorme ragno lungo circa 45 metri).

“E ‘una vero schiaffo in faccia a tutto quello che i peruviani considerano sacro,” secondo Luis Jaime Castillo, il viceministro della cultura.

“Sono assolutamente fragili. Sono rocce nere su uno sfondo bianco. È lì l’impronta è destinata a durare centinaia o migliaia di anni”.

“E la linea che hanno distrutto è la più visibile e più riconosciuta di tutte”.

Ai visitatori è normalmente vietato entrare nella zona dove gli attivisti hanno organizzato la loro bravata.

Anche i ministri e presidenti in visita devono chiedere il permesso speciale e indossare calzature speciali per accedere ai giardini.

Greenpeace ha finora chiesto scusa per qualsiasi “danno morale” causato.

Si ritiene che i geoglifi siano stati tracciati durante la fioritura della Civiltà Nazca, tra il 300 a.C. ed il 500 d.C. da parte della popolazione che abitava la zona: i Nazca.

Le linee sono tracciate rimuovendo le pietre contenenti ossidi di ferro dalla superficie del deserto, lasciando così un contrasto con il pietrisco sottostante, più chiaro. La pianura di Nazca non è ventosa e il clima è piuttosto stabile così i disegni giganti sono rimasti intatti per centinaia di anni.

A causa della superimposizione dei motivi, si crede che essi siano stati realizzati in due tappe successive: prima le figure e poi i disegni geometrici. Ciò nonostante, a causa delle caratteristiche del suolo è molto difficile poter datare con sicurezza il periodo in cui furono costruite, specialmente per la difficoltà di applicare il sistema di datazione con il Carbonio 14, che non ha dato risultati soddisfacenti. Gli scienziati si sono avvalsi di altri metodi, come il confronto tra le figure dei geoglifi e quelle trovate sul vasellame della civiltà Nazca.

Ma c’è anche l’affascinante teoria del ‘campo di atterraggio alieno’.




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