Obama è triste perché i neri si sentono discriminati

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New York –  Il presidente Obama, dopo le proteste degli “afroamericani” che hanno devastato la città di Ferguson saccheggiando i negozi e incendiando gli edifici, si schiera dalla parte dei violenti e cerca di trovare delle giustificazioni al loro comportamento. I tumulti, secondo Obama, sarebbero dovuti al fatto che i neri sono emarginati. Detto da un nero, o semi-nero, che è divenuto presidente per il solo fatto di essere colorato, suona leggermente paradossale.

“Nel nostro Paese, dove uno dei principi più importanti è che tutti sono uguali davanti alla legge, troppe persone, soprattutto giovani di colore, non si sentono trattati in maniera giusta. So che in passato ci sono già state commissioni, task force, discussioni, dibattiti, e non è successo niente. Ma stavolta sarà differente e lo sarà perchè c’è un presidente degli Stati Uniti profondamente impegnato nel far sì che stavolta sia davvero diverso”. “Perchè quando sento alcuni giovani neri che raccontano la loro esperienza e si sentono emarginati e sfiduciati nonostante siano nel giusto, questo viola ciò in cui io credo e l’America in cui credo. Questo non è quello che siamo davvero. E non credo che la maggioranza degli americani voglia questo”. Questo è quanto dichiarato dal presidente.

In sostanza sono violenti perché non vengono trattati bene. E’ la stessa scusa che si utilizza in Europa per giustificare le rivolte dei “migranti” giunti negli ultimi decenni. Gli Usa dimostrano che il trascorrere del tempo, anche di secoli, non è sufficiente per “integrare” le diverse componenti etniche di una società.

Obama ha inoltre promesso che negli ultimi due anni di presidenza “si faranno dei passi avanti” e cercherà di risolvere la questione. Chissà, forse approverà un decreto che consenta ai suoi simili di delinquere impunemente senza rischiare una pallottola da un “cattivo” poliziotto bianco. Dopo il decreto che ha regolarizzato 5 milioni di clandestini è lecito aspettarsi di tutto.




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