Roma: si apre nuovo fronte anti-immigrati, si ribella anche Torre Maura

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La protesta contro gli immigrati dilaga a Roma, esonda in nuovi quartieri. Dopo Tor Sapienza, che ha indicato la strada, ora a gridare la loro rabbia sono gli abitanti di Torre Maura.

“Non siamo più disposti ad aspettare. Dopo aver cercato il dialogo, se non verremo ascoltati siamo pronti a scendere in piazza in modo pacifico”. A scriverlo, in una lettera inviata al sindaco Ignazio Marino, è Alfredo Trebbi, presidente del comitato di quartiere Torre Maura. Gli abitanti chiedono al Campidoglio “interventi urgenti per combattere il degrado della zona” e “la riduzione dei rifugiati sul territorio”.

Vogliamo la “chiusura del centro per rifugiati in via dei Codirossoni”, seguita dal “rifacimento del manto stradale delle arterie principali del quartiere, che sono in condizioni pietose” e dalla “sostituzione dei cassonetti Ama rotti”.

Nella lettera, indirizzata agli assessori Estella Marino (Ambiente), Paolo Masini (Lavori Pubblici e Periferie) e Rita Cutini (Politiche Sociali), al comandante della Polizia locale, Raffaele Clemente, al presidente di Ama, Daniele Fortini e alle autorità del Municipio VI, il comitato di Torre Maura lancia “un grido d’aiuto per il nostro quartiere” che, “nonostante fino a oggi si sia comportato con educazione, ha ricevuto sempre e solo indifferenza da questa amministrazione comunale che ormai da un anno e mezzo governa la nostra città. Pensavamo non si potesse fare peggio ma al peggio non c’è mai fine”. Questi non capiscono l’educazione, solo la rabbia che scende nelle strade.

Torre Maura “è completamente immersa nel degrado. Le strade sono groviere pericolosissime, la sporcizia e la spazzatura sono sovrane da tutte le parti”. Ma “la cosa più grave è che vi siete ricordati di noi solo quando avete dovuto aprire altri centri rifugiati e avete messo 400 persone in mezzo a un complesso di case popolari aggiungendo degrado al degrado. Erano già presenti sul territorio due centri di accoglienza: uno per minori in via dei Colombi e uno in via Silicella – ricorda il presidente del comitato, Alfredo Trebbi – e voi avete avuto il coraggio di metterne un altro quando per un anno e mezzo non avete fatto nulla per migliorare la vita dei cittadini”.

“Ora, diciamo basta, non ce la facciamo più, la misura è colma e la pazienza anche. Chiediamo rispetto e un quartiere migliore”. Non chiedete, prendetevelo.

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