Roma: aprono centri ‘profughi’, chiudono i teatri

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Dopo lo sfratto eseguito all’Eliseo, i timori dei lavoratori si fanno concreti.
Il direttore artistico Massimo Monaci ha infatti dichiarato che “la società che gestisce il teatro non potrà più lavorare e sarà quindi costretta a licenziare circa 60 lavoratori”. Monaci chiede che “il RomaEuropa Festival assuma la gestione del teatro in questa fase transitoria e di trattativa, almeno per gli spettacoli in cartellone”.

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In un tweet l’assessore alla cultura Marinelli scrive: Garantire la continuità e il futuro di un teatro importante per Roma. Il responsabile della Cultura del Comune che, invece di agire, ‘twitta’: è la politica alla Renzi, quella degli idioti totali.

E’ probabile che il teatro divenga l’ennesimo centro per ospitare i clandestini definiti profughi. Quando in una città chiudono i teatri, e aprono i centri per clandestini, è segno di un degrado profondo.




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