Renzi stupra l’Italia con la ‘trivella’

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Il Decreto “Sblocca-Italia” è legge. Servirà a disastrare un territorio già disastrato: cemento e trivelle.

Scrive il giornale locale Basilicata24:

Incremento degli inceneritori; cementificazioni selvagge; commissariamenti; bonifiche inconcludenti). Molte le regioni ad esserne coinvolte, in primis la Basilicata, terra sfruttata e depauperata da vent’anni di estrazioni petrolifere.

Gli articoli 36, 37 e 38 (senza dimenticare l’art. 35 sugli inceneritori) del capo IX riguardante “Misure urgenti in materia di energia” segnano, al contrario di quanto afferma il Governatore lucano Marcello Pittella, una vera e propria sconfitta per questa regione, abbandonata – per l’ennesima volta – alle grinfie delle lobby petrolifere. “Attualmente, sono circa un centinaio i progetti in corso di valutazione ambientale (V.I.A.), tra permessi di ricerca, concessioni e stoccaggi”. Qualora andassero in porto, “magari in deroga ai poteri statali, la terra ed il mare delle regioni italiane potrebbero veder aumentare l’incidenza delle attività petrolifere sul proprio territorio, con percentuali preoccupanti: la Basilicata passerebbe da un 35% di territorio interessato ad un 64%; l’Abruzzo dal 26% all’86%; l’Emilia Romagna dal 44% al 70%” (cit. Altreconomia). Lo scorso 13 ottobre, i Sindaci dell’Area Programma Vulture – Alto Bradano (Barile, Forenza, Genzano di Lucania, Ginestra, Lavello, Maschito, Melfi, Montemilone, Palazzo San Gervasio, Rapolla, Rapone, Rionero in Vulture, San Fele, Venosa; a questi si sono aggiunti, poi, i comuni di Atella, Ripacandida e Ruvo del Monte) hanno unanimemente espresso la loro contrarietà alle ricerche di idrocarburi nell’area nord della Basilicata, un’area già martoriata dall’inceneritore Fenice (San Nicola di Melfi), dalla Cementeria Costantinopoli (Barile) e dall’eolico selvaggio; senza contare il progetto di impianto “solare termodinamico ibrido” (Palazzo San Gervasio – Banzi) che vuole annientare 236 ettari di terreno produttivo. Anche Venosa scende in piazza per dimostrare al Governatore la sua contrarietà alle estrazioni: l’Istanza di Permesso di Ricerca “Palazzo San Gervasio” vede la Città di Orazio e dell’Aglianico doc direttamente coinvolta, insieme ad altri 12 comuni del Vulture – Alto Bradano, per un totale di 47.000 ettari di territorio produttivo e pregiato.




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