Israele: governo pronto a dichiararlo ‘Stato Ebraico’

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GERUSALEMME – Il primo ministro israeliano ha deciso di portare avanti un disegno di legge che sancisce la definizione di Israele come lo ‘Stato nazionale del popolo ebraico’.

Durante la sua settimanale riunione di gabinetto, Benjamin Netanyahu ha detto che Israele è uno stato ebraico e democratico: “l’equilibrio tra questi due aspetti è necessario” quando i palestinesi e gli altri si rifiutano di riconoscere Israele come stato ebraico.

Il disegno di legge non è ancora stato formalmente redatto e Netanyahu dice che deve affrontare “molti cambiamenti e discussioni.”
Arriva in un momento di forti tensioni tra ebrei e arabi, che costituiscono il 20 per cento della popolazione dello Stato.

Il problema è che la natura democratica di uno Stato non regge, alla propria differenziazione etnica. Gli ebrei lo sanno. Più gli arabi aumentano, più diverrà impellente la trasformazione di Israele in una società simile a quella del Sudafrica di qualche anno fa, con gli arabi privati del diritto di voto. Una società non può essere al tempo stesso multietnica e democratica: pena la sua dissoluzione, o la ghettizzazione fino all’irrilevanza della componente minoritaria. Come potrebbe sopravvivere un Israele democratico che avesse il 50% di arabi? E come potrebbe sopravvivere, un’Italia democratica con un numero equivalente di immigrati?




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