Marino sposta i ‘profughi’ di Tor Sapienza ad Ostia: al centro Alzheimer di via Salorno

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Ostia – “Il caso di Tor Sapienza ci spinge a riflettere e ci insegna tante cose, ma il Campidoglio continua a spostare il fulcro del problema e a ignorare i territori, pur servendosi dei municipi in caso di necessità. Venticinque minori che erano ospitati nel centro di accoglienza oggetto di attacchi i giorni scorsi sono stati trasferiti nel X Municipio, all’Infernetto, dove già ne sono ospitati 15, sempre inviati nel nostro territorio dal comune di Roma”, dichiara Emanuela Droghei, assessore al welfare e alla salute del X municipio.

“Quando non si presta attenzione alle esigenze dei Municipi e non si costruisce un’adeguata rete di assistenza – continua Emanuela Droghei – accadono fenomeni come quello di Tor Sapienza e non serve a nulla spostare i giovani da un luogo all’altro. Non si tratta di scaricare le responsabilità; per cultura politica non ci sottrarremo mai alla collaborazione e all’accoglienza, ma i Municipi e le forze del terzo settore che ogni giorno collaborano insieme, devono essere coinvolti in una sfida più grande verso un’integrazione sociale degna di questo nome e resa possibile da una città aperta e grande come Roma. In questi mesi abbiamo aspettato risposte importanti che non sono mai arrivate. La nostra città e chi la abita non meritano questo atteggiamento. Sulle politiche sociali abbiamo bisogno di un cambio di passo notevole, altrimenti casi come quello di Tor Sapienza continueranno ad essere all’ordine del giorno”.

“Il X Municipio non è stato avvisato del trasferimento di 25 minori dal centro di accoglienza di Tor Sapienza all’Infernetto. Ancora una volta, le nostre competenze sono state ignorate dal Campidoglio e, soprattutto, dal sindaco Marino che ha bisogno di ritrovare la connessione con i problemi e le esigenze di questa città. I Municipi sono per definizione un front office: i presidenti che li rappresentano non possono essere considerati come delle comparse, da utilizzare a proprio piacimento. Roma è per sua vocazione una città aperta e allargata, ma non si può più tollerare che si prendano decisioni sulla testa di tutti senza interpellare chi, ogni giorno e con risorse limitate, cerca di dare risposte alla cittadinanza. Credo che questa città abbia bisogno di uno scatto di responsabilità”, dichiara il presidente Tassone in una nota.

“L’Infernetto ha bisogno di investimenti e servizi, non di ulteriore emergenza sociale. Come si possono spostare persone che necessitano di accoglienza e assistenza in un quartiere dove, quando piove, c’è chi muore affogato nella propria casa?”. Lo dichiara Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Marchini in Campidoglio. ”




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