Milano: immigrati pisciano e dormono in strada, ma chi protesta è ‘razzista’

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“Adesso protestano anche perché la gente fa i bisogni in strada”

L’hotel di lusso Chateau Monfort ha piazzato una siepe per separare il proprio ingresso da quello della mensa degli immigrati. I cittadini del quartiere, invece, sono disperati: i 3mila immigrati che i frati della cosiddetta ‘Opera San Francesco’ fanno gravitare ogni giorno in zona dormono sulle panchine e defecano in pubblico. La situazione è degradata con l’arrivo degli africani targati Mare Nostrum, inviati lì dalla catena del business Vaticano.

«Il quartiere ormai è un bivacco di clochard e ubriachi che sostano perfino sotto al monumento a san Francesco di Assisi in piazza Risorgimento — punta il dito Silvia Sardone, della segreteria di Forza Italia — Nei giardini metà delle panchine è occupata da sbandati. L’Opera San Francesco assiste meritoriamente tantissime persone in difficoltà, ma i cittadini della zona lamentano la totale indifferenza dell’amministrazione. Siamo stanchi dell’atteggiamento buonista e lassista di questa amministrazione. Servono presidi delle forze dell’ordine, piani per la salvaguardia del decoro e ricoveri alternativi per i senza tetto».

Ecco la dichiarazione dei frati, che non si può definire in altro modo che demenziale: «Adesso protestano perché la gente fa i bisogni in strada, abbiamo un solo wc chimico esterno, mentre i nostri servizi interni ogni tanto dobbiamo chiuderli per le pulizie. Insomma, con tremila utenti al giorno, qualche problema di igiene si crea, è inevitabile». Ma come vi permettete voi, cittadini, di protestare perché i ‘migranti’ defecano e pisciano davanti alle vostre porte e finestre: razzisti.

E infatti, il presidente del consiglio di Zona, Renato Sancristani, sopravvissuto al tracollo di Rifondazione, si scaglia contro i cittadini ‘rassisti’: «I frati svolgono un servizio fondamentale per la città, noi siamo comunque dalla loro parte e anzi stiamo per dare loro un contributo economico di 5mila euro. Non darei troppo peso a queste proteste periodiche». Ma infatti: chissenefrega dei cittadini. Votatevi e poi non rompete le scatole.

Intanto, i famelici Curia e Caritas stanno cercando di convincere i cittadini contrari al cosiddetto Refettorio ambrosiano, altro business. Don Roberto Davanzo e monsignor Luca Bressan hanno rassicurato il comitato “Greco in Movimento”: «Il progetto di gestione lo faremo con voi, senza imporre niente dall’alto e tenendo conto delle richieste di sicurezza. Non è ancora nemmeno deciso il numero di giorni di apertura e se sarà in funzione anche la sera». Non fidatevi.




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