Cgil: “Più soldi per immigrati”

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“Invece di fare periodicamente campagne come la Bossi-Fini, forme di persecuzione e leggi sulla clandestinità, perché non fare qualche seria politica sul controllo degli ingressi e sulla integrazione concreta degli immigrati?”. E’ la bizzarra tesi di quello che dovrebbe il segretario generale della Cgil (Confederazione Generale Italiana del Lavoro), Susanna Camusso, che, evidentemente, ha bisogno di altre migliaia di tessere false per mantenere la poltrona.

Troppa lettura di Chi e troppo poco Marx per la Camusso. I sindacati non hanno fatto nulla per proteggere i propri iscritti dalla concorrenza low-cost di immigrati e delocalizzazioni. Anzi, si sono appaltati in cambio di tangenti legali alle multinazionali.

Secondo Camusso “ogni grande o piccola città comincia, ormai, ad avere i suoi ghetti di immigrati. Invece, bisogna costruire forme di integrazione perché altrimenti quella sarà una base economica che continuerà a scomparire. In questo -prosegue- sono d’accordo con i sindaci: non si può lasciare tutto a carico loro e dei Comuni perché è evidente -conclude- che se carichi tutto su tagli di risorse non ce la faranno mai”.

Insomma: prima li fanno entrare, poi si lamentano dei ‘ghetti’. E chiedono soldi. No per gli italiani, ma per gli immigrati.




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