La bufala delle ‘sexy prof’ di Arezzo

Condividi!

Il giornalismo italiano sta cadendo sempre più in basso. Dopo la bufala del Fatto Quotidiano sulla nazionale nordcoreana condannata a morte, è la volta dell’immancabile ‘bufala sexy’ che acchiappa migliaia di clic.

Arezzo, 7 novembre 2014 – Sembra stare dentro una sexy-commedia di genere di quelle che andavano di moda fra gli anni settanta e ottanta, con le attrice bellone, come Edwige Fenech e Gloria Guida, e l’immancabile Pierino di Alvaro Vitali. Solo che il sogno proibito di generazioni di liceali era diventato realtà: si faceva sesso con le professoresse, generose non solo di consigli scolastici e di lezioni ma anche di altro.

Lo scandalo lo ha scoperto un’agenzia investigativa privata, messa in moto dal marito di una delle prof: mia moglie è diventata assente, non so cosa le stia succedendo. Lo hanno capito gli 007 dopo qualche appostamento. Due insegnanti dell’ultimo anno avevano allestito una tresca in grande stile con gli studenti. Figurarsi che avevano persino affittato un casale in aperta campagna che era il teatro degli incontri proibiti. Quando la giornata era quella buona, bastava un sms in codice: “Oggi gita in campagna”. Chi doveva capire capiva e il pomeriggio veniva dedicato al ripasso delle lezioni. Solo che non erano lezioni di latino ma un pochino più spinte.

Scoperto il tutto, agli investigatori dell’agenzia XXXXXXXX si è posto il problema di come informare il marito dello strano vizietto della sua signora. Si è optato per la consulenza di uno psicologo che ha assistito gli 007 al momento di spiegare tutto a chi lo aveva ingaggiato. Come abbia reagito lui non si sa, chissà se le prof a luci rosse sono state costrette a cambiare abitudini. O magari solo villino.

Leggendo l’articolo sembra di essere sprofondati nel teatro dell’assurdo. Cosa non si fa per un po’ di pubblicità occulta.

Nell’articolo, infatti, non c’è nulla che dia credibilità ad una storia totalmente incredibile. Per una vicenda che avrebbe strascichi legali per le due presunte professoresse, la conclusione dell’articolo è poi demenziale.

Ora, secondo il ‘giornalista’, non è strano che non una, ma due insegnanti si mettano d’accordo per creare una sorta di ‘club del sesso’ addirittura con sei alunni. E che affittino addirittura un casale. Con il marito che assolda degli investigatori, e con gli investigatori che ingaggiano uno psicologo. Una cosa più assurda dell’altra. E non dimentichiamo l’assurdo: “Oggi gita in campagna”.

Per una storia totalmente inverosimile, che puzza di bufala lontano un miglio, con i tratti tipici della leggenda metropolitana, ci vorrebbero riscontri seri, prima di pubblicare. Altrimenti non è giornalismo: è fantasia. Troppi films.

E infatti, ci casca subito il Moige, il movimento dei genitori : “Via le prof che danneggiano didatticamente i nostri ragazzi. Chiediamo intervento degli ispettori del Ministero”. Peccato che non sappiano né i nomi delle fantomatiche insegnanti, né, addirittura la presunta scuola.

“Stando alle investigazioni private, il comportamento delle professoresse di Arezzo oltre che squallido risulta del tutto incompatibile con il ruolo educativo che rivestono. Quanto accaduto danneggia didatticamente gli alunni, poiché compromette la credibilità del metro di giudizio adottato e può influenzare il rendimento scolastico di tutta la classe. Siamo di fronte all’annichilimento del rapporto professionale che deve esistere tra docente e allievo: in queste condizioni il prosieguo dell’attività didattica è inevitabilmente compromesso”. Così Maria Rita Muniz zi, presidente nazionale Moige – movimento genitori.
“Bisognerebbe appurare da quanto tempo questi “appuntamenti” andavano avanti, per escludere con certezza il coinvolgimento di minori, che aggraverebbe ulteriormente il già deprecabile caso. Abbiamo chiesto l’intervento degli ispettori Ministero dell’Istruzione affinché vengano presi provvedimenti contro le professoresse, che alla luce di quanto accaduto non possono più garantire l’integrità del patto educativo tra istituzioni, scuola e famiglia” conclude Munizzi.

Siamo alle denunce sul nulla.




Lascia un commento