Borgaro: dove il sindaco PD regala il bus ai ‘nomadi’ abusivi

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SARA’ A LORO DISPOSIZIONE GRATIS E FARA’ LA SPOLA DAL CAMPO ABUSIVO AL CENTRO CITTA’

ALTRO CHE ‘BUS SEPARATI’ COME RACCONTANO I MEDIA DI DISTRAZIONE DI MASSA

A Borgaro, Comune molto vicino a Torino, c’è un bus che è diventato off-limits: «Gli zingari ci aggrediscono», «Hanno tagliato i capelli ad una ragazzina». «Ci sputano addosso». «Nessuno interviene».

Alcune delle denunce inascoltate per anni. «Ma di episodi ce ne sono a decine» insistono. E giù a raccontare di quella volta che tagliarono i capelli ad una ragazza. E di quell’altra che tentarono di incendiare la chioma ad un’altra. E ancora delle molestie, dei furti, dei danni al bus. Un elenco infinito.

In questi giorni, il sindaco di Borgaro, ha dovuto prendere una decisione – diciamo così, salomonica – imponendo alla Atm, la società che gestisce il servizio di trasporto pubblico, di sdoppiare la linea.

Da una parte gli italiani, dall’altra gli zingari. Due bus separati.

Ma siccome è un sindaco del PD, non poteva che essere una decisione demenziale.

Quello che infatti nessuno ha scritto, e che scriviamo noi, è che, in realtà, lungi dall’essere una decisione ‘contro’ i criminali del campo nomadi, è, invece, l’ennesima marchetta ai criminali del campo nomadi.

Infatti, il Sindaco, ha creato un 69bis – la corsa ‘incriminata’ – che segue un tragitto in parallelo al 69, e arrivi proprio a due passi dalle baracche lungo il fiume. Abusive. E ritorno.

«Così si risolverà il problema senza che ci rimetta nessuno» dice adesso Claudio Gambino, sindaco Pd, alla guida di una lista civica che ha imbarcato tutto il centrosinistra. «È la soluzione migliore per tutti» gli fa eco il suo assessore ai trasporti, Luigi Spinelli, di Sel.

La gente di Borgaro è ovviamente felice: si sono liberati dagli zingari molesti. Ma se ne sono liberati regalando loro un bus privato. Una sorta di taxi collettivo pagato dai cittadini.

Sgomberare il campo nomadi abusivo no, troppo intelligente.

I delinquenti si sgomberano, i clandestini si espellono, non si crea una linea di bus tutta per loro. E il fatto che i giornalisti non abbiano colto la cosa, la dice lunga, sulla qualità del giornalismo italiano.




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