L’hanno ucciso i magistrati

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Gianluca Ciferri, l’imprenditore edile di Fermo che il 15 settembre scorso si era difeso dall’aggressione di due suoi ex operai kosovari armati di piccozza, sparando e uccidendoli, si è suicidato in carcere.

L’uomo, conferma il suo legale, si è tolto la vita impiccandosi nella sua cella del carcere di Ascoli Piceno. Ciferri si sarebbe impiccato alla grata della finestra del bagno con una corda formata da lenzuola e federe.

L’imprenditore non era solo in cella, ma il compagno lo ha trovato già morto: erano circa le 4 di notte. Sembra che abbia lasciato una lettera.

In un lungo interrogatorio Ciferri aveva ribadito: ”Mi sono difeso da un’aggressione. I due operai erano armati di una piccozza, ho avuto paura e ho sparato”.

Guai difendersi. Guai sparare agli amici dei magistrati armati di piccozza.

Lo stesso trattamento, altri magistrati, lo stanno servendo al ragazzo di Roma che si è difeso da un pakistano ubriaco. Resisti.




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