Ebola, per Lorenzin è “difficile introdurre controlli frontiere”

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Sentiamo l’ultimo bollettino dell’assurdo, da parte del presunto ministro della Salute, Lorenzin:”Non bisogna fare allarmismo ma bisogna dire ai cittadini le cose come stanno. Prima dell’estate eravamo all’interno di una crisi nell’Africa occidentale che l’Oms pensava di poter confinare a centinaia di casi. Oggi siamo a 8 mila casi e Oms e Onu prevedono si possa arrivare a 20 mila intorno a Natale, prima che il virus decresca in seguito a massicci interventi. La gestione della crisi deve essere coerente con lo scenario.”

Quindi, ci si dovrebbe affidare a chi, prima dell’estate, ha negato l’emergenza e sbagliato totalmente previsioni.

Chiunque sia sano di mente, sa che gli organismi Onu come l’Oms sono un ricovero di vecchi e giovani ladroni di stipendi.

Ma la dichiarazione più allarmante della Lorenzin, riguarda l’incapacità a restringere gli arrivi dai paesi colpiti dall’epidemia.

“Per curare 20 mila casi ci saranno tanti operatori impegnati nei paesi ad alto rischio cioè Liberia, Guinea e Sierra Leone. Un’ipotesi che io mi sentirei di appoggiare è quella di realizzare delle aree di compensazione per gli operatori all’arrivo in Europa oppure nei paesi di provenienza. Infatti non c’è già un obbligo di quarantena per gli operatori entrati in contatto con i malati e non è facile introdurlo”.

Siamo in piena emergenza Ebola, ma ‘non è facile introdurre il divieto ai samaritani (o agli immigrati africani) di tornare e infettarci tutti’. Suona ‘lievemente’ demenziale.




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