La falsa ripresa americana: ai minimi percentuale di chi lavora

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Come hanno strombazzato i media di distrazione di massa, il tasso di disoccupazione degli Stati Uniti è sceso al 5,9%, il più basso dall’estate del 2008.

Ma è un numero fasullo. Perché totalmente dipendente dall’aumento degli inattivi: coloro che non trovando lavoro, non lo cercano più. E vengono depennati dalle liste dei disoccupati ufficiali. Ma mentre i numeri scompaiono, le persone rimangono.

Infatti, il tasso di partecipazione alla forza lavoro, è sceso ai minimi da tre decenni: dal 62,8% al 62,7% – il più basso in oltre 36 anni, corrispondente ai minimi febbraio 1978.

Parliamo di 315.000 persone, per un totale record di 92.600.000 inattivi.

Ancora peggio, se analizziamo la popolazione in età lavorativa dai 24 ai 54 anni, che quindi esclude possibili perturbazioni dovute a studio e pensioni anticipate, gli inattivi passano a 80.7% da 81.1%:

EmployPop2554Sept2014

Come si vede nel grafico, la percentuale di chi lavora negli Usa rispetto a chi non trova lavoro, è soltanto rimbalzata dal 2008.

L’aumento degli occupati non riesce infatti a sostenere la crescita demografica. E’ un aumento fittizio, tutto a vantaggio degli immigrati.

Una popolazione che aumenta crea lavoro reale, solo se il numero dei posti è superiore a quello dell’aumento della popolazione. Altrimenti è solo illusione.




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