Respingimento: Duecento cittadini respingono ‘profughi’

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Protesta spontanea lo scorso martedì sera, quando oltre duecento persone si sono presentate davanti alla chiesa di Rovolon per dire “no” all’arrivo di un gruppo di clandestini targati Mare Nostrum.

Sedicenti profughi che l’associazione dal nome che depista “Per un sorriso” vuole ospitare, incassando fior di quattrini dei contribuenti. Dove c’è business ci sono questo tipo di associazioni.

Sul cancello all’ingresso della struttura è anche comparso un lenzuolo con una scritta in rosso: “No ai profughi. Padroni a casa nostra”.

“È molto triste – dichiara Don Luca Favarin, incaricato del coordinamento dell’operazione assieme alla sua cooperativa ‘Percorso vita onlus’ – si è alzato un muro incomprensibile. Vista la contrarietà di tanti – spiega – adesso l’operazione è sospesa”.

Onlus di nome ma cooperativa che incassa soldi di fatto, un incrocio pericoloso.

“Ho espresso un parere negativo in merito al progetto di accoglienza a Rovolon in quanto non risolutivo dei problemi e privo di una visione che vada al di là della durata del sussidio e che tuteli il futuro dei cittadini e dei rifugiati stessi – sottolinea il sindaco Maria Elena Sinigaglia”.

A sostenere il progetto di accoglienza in paese, la lista dal nome che è un programma: “Rovolon che accoglie”. A spese degli altri, ovviamente.

Questi duecento valorosi hanno dimostrato una cosa: protestare serve. Fare così ovunque. Presidiare il territorio palmo a palmo contro l’invasione africana.




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