Lesbica denuncia ‘banca seme’: incinta da donatore negro…

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UNA STORIA DI TOTALE DEGRADO ETICO DAL CENTRO DEL DEGRADO: GLI STATI UNITI

CLEVELAND – Una donna americana dallo stato dell’Ohio e la sua cosiddetta partner hanno citata in giudizio una banca del seme di Chicago dopo che la prima è rimasta incinta con lo sperma donato da un nero invece di un bianco come previsto.

Jennifer Cramblett era rimasta incinta da alcuni mesi, quando ad aprile 2012, quando lei e la sua ‘compagna’, Amanda Zinkon, decisero di comprarsi un altro bambino.

Telefonarono così alla Midwest Sperm Bank LLC fuori Chicago per prenotare anche per Zinkon, lo sperma dello stesso donatore di Jennifer. Una sorta di galleria degli orrori, in cui programmavano due fratellastri.

Ma è in quel momento, che Cramblett scopre da un dipendente della banca dello sperma di essere stata inseminata sì, ma con lo sperma di No.330 – in una fabbrica di bambini i genitori sono numeri, in stile Pisapia – un donatore negro, e non No.380, un donatore bianco che, lei e Zinkon, che sono bianche, avevano scelto.

“Come hanno potuto fare un errore che era così personale?”, Ha detto Cramblett nel corso di una intervista telefonica.

Secondo la causa, il suo entusiasmo per la nascita in attesa è stato sostituito da “rabbia, delusione e paura.”

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Ma come, anche le lesbiche sono ‘razziste’?

Nella causa che la lesbica ha intentato alla fabbrica di bambini, si richiede un minimo di 50.000 dollari in danni.

Il minimo, per ritrovarsi un figlio mezzo nero. Prepariamoci alle stesse scene in Italia, ora che l’eterologa – o sesso a tre in provetta – è legge di uno Stato in disfacimento morale.

Un bambino ha diritto ad avere, almeno in partenza, un padre e una madre. E ha diritto ad avere un padre e una madre nei quali ‘vedere’ se stesso. Adozioni gay e non a distanza e coppie miste sono un crimine contro i bambini.

Ci sono studi approfonditi, sui traumi che vivono i figli di coppie miste. Come cresce, un bambino che vede nel volto della madre o del padre, tratti che non sono i suoi? Male.

Se invece di due lesbiche, si fosse trattato di una coppia normale, le grida scomposte di ‘razzismo’ si sarebbero levate alte. Ma se sasso batte forbice, la carta batte il sasso. C’è sempre, qualcuno ‘più uguale di te’.

E, ad essere onesti, se nel caso di una coppia normale si può portare come ‘scusa’ il desiderio di avere un figlio simile a sé, per non far capire che è adottato, nel caso di due lesbiche resta solo il razzismo. Nudo e semplice. Eppure, a gay e lesbiche sono permesse cose ‘che a noi umani non sono permesse’, anche essere naturalmente razzisti.