Polizia: “Portano clandestini senza screening sanitario”

Vox
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PESARO – Nuova infornata di clandestini inviati dal governo, lunedì sera, a Pesaro. E il personale di polizia deununcia la mancata prevenzione. Al tempo di Ebola.

“Lunedì notte – scrive Marco Lanzi, segretario provinciale del Siulp – è arrivato a Pesaro l’ennesimo massiccio contingente di ‘profughi’. Dal 24 marzo ne sono arrivati a Pesaro 440. Nessuno si sogna di mettere in discussione il dovere umanitario di salvare e soccorrere uomini, donne e bambini in fuga da paesi dove guerre, malattie e fame mietono migliaia di vittime ogni giorno”.

Eccoli, i profughi ‘in fuga’ con il tablet di ultima generazione:

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Questa demenziale vulgata dei ‘poveri profughi in fuga da paesi dove guerre, malattie e fame mietono migliaia di vittime ogni giorno’ deve cessare. Solo il 7% di quelli che sbarcano sono tali. Gli altri sono in cerca di sussidi europei. Molti sono delinquenti, alcuni terroristi.

Dopo il salamelecco, il rappresentante dei poliziotti arriva al succo:

“Quello che contestiamo è il fatto che siamo costretti a lavorare senza adeguati protocolli di tutela sanitaria. Le nuove direttive ministeriali prevedono che i profughi appena sbarcati siano trasferiti nelle varie questure italiane, per essere sottoposti alle procedure di identificazione e fotosegnalamento. E’ evidente, basterebbe il buon senso ad indicarlo, che è indispensabile, prima di farli entrare negli Uffici di una Questura frequentati giornalmente anche dai cittadini, eseguire degli accertamenti medico sanitari sullo stato di salute di questi stranieri, soprattutto per scongiurare che siano affetti da malattie contagiose. Proprio per tale motivo, tutte le altre Questure, a cominciare da Rimini e Ancona, sottopongono preventivamente i profughi ad accurati controlli da parte di medici dell’ospedale e delle competenti autorità sanitarie. A Pesaro, i profughi vengono immediatamente condotti nei nostri Uffici senza nessuno screening sanitario, a parte quello sommario svolto al momento del loro sbarco. Possibile che nessuno nei nostri vertici istituzionali locali o qualcuno in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza abbia pensato di sottoporre ad adeguati controlli sanitari profughi provenienti da paesi e regioni ove malattie contagiose gravi e spesso anche fatali perl’uomo sono purtroppo largamente diffuse? Prima di prendere provvedimenti, come purtroppo spesso accade, aspettiamo il verificarsi dei primi casi di tubercolosi o di scabbia? Per la tutela dei rischi e della salute dei lavoratori sono previste delle sanzioni anche di carattere penale: nel caso questa situazione dovesse protrarsi denunceremo quanto sta avvenendo alle autorità competenti”.

Le autorità competenti sono complici.




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