Reporter Usa decapitato: rapito da gruppo finanziato UE-Usa

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LE IMPLICAZIONI PER LE DUE RAGAZZE ITALIANE

Secondo fonti siriane qualificate che hanno lavorato in precedenza per individuare e liberare i giornalisti rapiti in Siria, il giornalista americano James Foley, decapitato da ISIS in un video che il gruppo islamico ha reso pubblico, è stato rapito e consegnato ai jihadisti, da un altro gruppo di anti-Assad come segno di fedeltà a ISIS.

Secondo tali fonti, Foley era nelle mani della Dawood Bridgade, un gruppo che è stato originariamente allineato con i gruppi di opposizione relativamente moderati, come l’Esercito siriano libero. Gruppi lautamente finanziati da Barack Hussein Obama e dalla cricca di fanatici della UE, Italia compresa.

L’International Business Times ha riferito il mese scorso che gli attivisti sul terreno nei pressi di Al Bab, Siria, hanno detto che la Dawood Brigata, che ora è composta da circa 1.000 persone, si era trasferita a Raqqa per unirsi a ISIS. Il gruppo è arrivato a Raqqa, una roccaforte ISIS, in un convoglio di più di 100 veicoli.

Alcuni giornalisti rapiti in precedenza, e poi fuggiti, dopo la loro liberazione dalla prigionia, hanno descritto i loro rapitori, dicendo che molti di loro avevano accenti britannici – come l’uomo che è stato visto nel video di ISIS su Foley.

Questo ha delle gravi implicazioni per il rapimento delle due ragazze italiane, che potrebbero essere in mano alla stessa organizzazione.

Infatti, secondo il Guardian, militanti dell’Isis hanno recentemente sequestrato altri quattro ostaggi stranieri tra Aleppo e Idlib: tra questi, le due ragazze italiane, un danese e un giapponese.

Anche se il giornale non fa nomi, evidente il richiamo a Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due ingenue ragazze rapite a fine luglio nell’area di Aleppo. Stessa zona nella quale era scomparso due anni fa il reporter decapitato.




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