Lombardia: assessore Sanità non sa che per Ebola non c’è vaccino

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Dopo la richiesta della Lega di una quarantena per i clandestini inviati da Renzi e Al Fano in Lombardia, il vicepresidente della Regione, il forzista Mantovani che è anche assessore alla salute dei lombardi ne dice una un po’ grossa.

Ha detto ad un quotidiano che: «La quarantena non serve. Andava bene due secoli fa negli Stati Uniti, la vera prevenzione la stiamo facendo con i controlli di tutti i profughi in arrivo attraverso le Asl. Vengono già tutti vaccinati».

Perbacco, l’assessore di FI ha scoperto un vaccino contro l’Ebola, scoperta della quale è ignara la comunità scientifica mondiale. Si diffonda la notizia.

Ma non basta. L’assessore di Maroni – che farebbe bene a rimuoverlo – non esita a dimostrare la sua ignoranza scientifica sul tema. Del resto, lui è ‘solo’ assessore alla Sanità, non si occupa di virus ed epidemie.

Infatti ha detto che il virus: «È talmente rapido che arriverebbero già morti. Il controllo degli aeroporti, invece spetta al ministero dell’Interno e a quello della Salute e non è di nostra competenza. Il nostro», ha proseguito l’assessore, «è un controllo costante e continuato e a quanto mi risulta ha rilevato solo diversi casi di tubercolosi».

Risulta male. Anche scabbia e meningite. Ma ancora più importante: Ebola ha fino a 21 giorni di incubazione. E come scritto dal governo canadese sul suo sito sanitario,  è quasi certo che si possa trasmettere anche per via aerea.

Se un africano su un barcone è infetto e contagia un altro il giorno dello sbarco, ci sono oltre venti giorni di tempo nei quali il clandestino può non manifestare il virus.

Ma perché fanno gli assessori?




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