Lavoro: 110mila immigrati lo hanno rubato a italiani nel 2013

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NEL COMPUTO NON SONO COMPRESI I ROMENI– Al 1° gennaio 2014, in base ai dati forniti dal Ministero dell’Interno, sono regolarmente presenti in Italia 3.874.726 cittadini non comunitari.

Tra il 2013 e il 2014 il numero di cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti è aumentato di circa 110 mila unità (+3%).

Rispetto al 2012 aumentano le nuove concessioni di permessi per lavoro (+19,3%), a causa della famosa sanatoria avvenuta in base all’art. 5 del D.lgs 109 del 16 luglio 2012. Provvedimento ‘intelligente’ durante un periodo di disoccupazione galoppante.

Tradotto, significa che 110 mila posti di lavoro che potevano andare ad italiani disoccupati – e ce ne sono milioni – sono andati ad extracomunitari low-cost.

E non sono inclusi i romeni.

I paesi di cittadinanza più rappresentati sono la crème: Marocco (524.775), Albania (502.546), Cina (320.794), Ucraina (233.726) e Filippine (165.783). Tali 5 paesi rappresentano il 45,1% del totale dei cittadini non comunitari presenti.

FUTURE BANLIEUS – I minori presenti in Italia costituiscono il 23,9% degli stranieri non comunitari regolarmente soggiornanti.

A testimonianza del diffondersi del tumore immigrazione e la sua opera di colonizzazione, il fatto che circa l’82% dei cittadini non comunitari regolarizzati durante il 2003 è ancora presente a gennaio del 2014.

Quasi l’80% dei regolarizzati durante il 2003 (anno della “grande regolarizzazione” per la quale dobbiamo ringraziare Berlusconi, Casini e la Lega) rimasti nel nostro Paese ha convertito l’iniziale permesso con scadenza in uno di lungo periodo.

Senza contare che durante il 2012 si sono registrate 65.383 svendite di cittadinanza; il 91,9% (60.060) ha riguardato persone che avevano in precedenza la cittadinanza di un paese non comunitario. Hanno acquisito la cittadinanza italiana soprattutto marocchini (14.728) e albanesi (9.493); tali nazionalità di provenienza rappresentano il 40,3% del totale delle acquisizioni di cittadinanza da parte di cittadini non comunitari. Seguono, a una certa distanza, le persone provenienti da Tunisia, India.

L’invasione continua.




4 pensieri su “Lavoro: 110mila immigrati lo hanno rubato a italiani nel 2013”

  1. Uno stato che per ben tre volte (2003, 2009, 2012) sana la posizione irregolare di migliaia di clandestini, é da ritenersi uno stato abusivo e illegale, e quello italiano lo é di sicuro.

    La prima di queste tre sanatorie, quella del 2003 che regolarizzò oltre mezzo milione di clandestini, é stata attuata due anni dopo l’approvazione della Bossi-Fini (quando il secondo era ancora uno di destra prima della sua deriva sinistroide), la legge sull’immigrazione tanto criticata e di fatto mai applicata, perché se fosse stata applicata, non solo nessun immigrato sarebbe più entrato illegalmente nel nostro territorio, ma tanti clandestini sarebbero stati espulsi e rispediti al mittente. Ribadendo il concetto che per quel che mi riguarda tra immigrato regolare e clandestino non c’é nessuna differenza perché é comunque un invasore, é possibile che se la Bossi-Fini fosse stata applicata, anche i flussi regolari sarebbero stati più scarsi.

    Questa é l’Italia, si fa una legge sull’immigrazione molto efficace e restrittiva, ma poi non la si applica, anzi si fanno provvedimenti che di fatto attirano clandestini come sono state appunto le tre sanatorie.

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