Russia, sanzioni faranno perdere posti di lavoro in Europa

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Londra – Le sanzioni contro la Russia decise da Stati Uniti ed Europa potrebbero causare la perdita di centinaia, forse migliaia, di posti di lavoro aggravando la crisi economica in atto.

A lanciare l’allarme  è Sir Anthony Bamford, uno dei più influenti uomini d’affari del Regno Unito e presidente della JCB, multinazionale britannica con sede a Rocester, nello Staffordshire (Regno Unito), leader mondiale nella produzione di macchinari per la costruzione, la demolizione e l’agricoltura.  

La JCB possiede stabilimenti in Asia, Europa, Nord America e Sud America ed i suoi prodotti sono venduti in oltre 150 Paesi.  

Il presidente Bamford ha dichiarato che le sanzioni sono concepite male e che è assurdo che la sua azienda, leader nel mercato delle attrezzature per l’edilizia in Russia, possa essere danneggiata da sanzioni decise a Bruxelles, aggiungendo che le decisioni prese dai diplomatici dell’UE potrebbero “mettere a rischio posti di lavoro britannici”.

Nel clima di crescente tensione tra Occidente e Mosca, le sanzioni mirano a colpire l’industria russa del petrolio, della difesa, e le tecnologie sensibili.Tuttavia, ci sono crescenti timori circa le possibili ripercussioni per le aziende europee e l’economia della regione.

Bamford ha dichiarato: “La Russia è un mercato molto importante per JCB e lo è stato per oltre 30 anni. Sembra che JCB stia per essere danneggiata dalla decisione di imporre sanzioni, ma in questo momento non siamo in grado di dire fino a che punto”.

“Siamo leader nel mercato delle attrezzature per l’edilizia in Russia. Se le sanzioni limitano le vendite di macchine e pezzi di ricambio, ci sarà ovviamente un forte impatto sulla JCB, che potrebbe mettere centinaia di posti di lavoro britannici a rischio.”

“Sembra assurdo che un esportatore leader nel Regno Unito, vendendo con successo macchinari per imprese edili e agricoltori in Russia, possa essere influenzato in modo così drammatico da sanzioni UE decise a Bruxelles.”

Lo scorso settembre, JCB ha aperto il suo deposito più grande al mondo a Ekaterinburg, la quarta città Russa per numero di abitanti, investendo 6 milioni di sterline e attualmente quasi un macchinario su quattro venduto in Russia è prodotto dalla JCB.

Le sanzioni contro la Russia, dunque, sono un boomerang e presto si ritorceranno contro l’Occidente mettendo in evidenza la scarsa lungimiranza dei nostri politici.

 




Un pensiero su “Russia, sanzioni faranno perdere posti di lavoro in Europa”

  1. L’Europa é l’area del pianeta in cui la crisi economica che dura dal 2008 si é fatta maggiormente sentire, grazie al fatto che da 70 anni é totalmente subalterna e dipendente dagli Stati Uniti, l’epicentro, il luogo in cui questa crisi ha avuto origine.

    Mi dispiace scriverlo, ma noi europei meritiamo di cadere ulteriormente in disgrazia, visto che l’evidente subalternità agli Yankees ci sta portando allo scontro fratricida con la Russia.

    Ma ce lo meritiamo anche per il fatto che in questi 70 anni talmente ci siamo fatti colonizzare dagli americani, che abbiamo svenduto la nostra storia, la nostra civiltà, la nostra cultura, la nostra identità, i nostri valori e le nostre tradizioni, ormai quasi del tutto affossati per lasciar spazio a usi e costumi che non ci appartengono “made in USA”.

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