Milano – “Non andiamo in ferie, ‘quelli’ ti occupano la casa”

Vox
Condividi!

Nella Milano di Pisapia: dove la società multietnica è realtà

Una vita logorata dalla convivenza forzosa con miriadi di etnie diverse.
E’ questo il ritratto a tinte fosche che 15 signore residenti a viale Mar Jonio, hanno dipinto ai microfoni di “Repubblica”.
E’ da tempo che combattono contro assessori, consiglio comunale, sindaco perché non si rassegnano al destino multietnico cui sono state condannate.

Adesso, come spiegano, non andranno in ferie, non abbandoneranno neppure per un giorno i loro alloggi. Non possono; e il perché lo dicono a chiare lettere:”Quelli ti sfondano la porta, prendono le tue cose, le buttano dalla finestra, cambiano la serratura e tu resti a spasso“.
Non è difficile capire chi siano quelli, ovvero immigrati e rom: i pupilli di Pisapia.

Non si tratta “soltanto” di qualche ladro che ti entra in casa; c’è un vero e proprio racket delle abitazioni, fiorito nel degrado di una città abbandonata a sé stessa e all’invasione.
Il sistema è semplice: ci sono tanti “agenti immobiliari”, specializzati nell’entrare nelle case, svuotarle e rivenderle. E a chi? Ma certo, ad altri immigrati. Basta trovarne uno che cerca un alloggio, e ce ne sono ( eccome se ce ne sono, e ancor più ce ne saranno); a quel punto, appurato che non si faccia scappare un “affare” a nessun costo, il gioco è fatto.
“È successo persino a una signora che era stata ricoverata all’ospedale”, racconta Leda.

Vox

Ma questo è solo un aspetto del deterioramento della comunità:
Questo era un quartiere popolare e operaio bellissimo, forse il migliore della città– ricorda Lucia Guerri, un’ operaia ‘dura e pura’ che vive da sempre qui- ma con loro no, con loro è impossibile” “Occupano le case”; raccolta differenziata “nemmeno a parlarne, uno schifo”; cura nel vivere collettivo, “ma figuriamoci!, sono prepotenti”.

Si è oramai arrivati alla classica frammentazione di una società multietnica; come spiega la nipote dell’operaia:” Qui è il degrado totale, siamo alla mancanza di civiltà, non c’è più solidarietà, non c’è più coscienza“.
La disparità tra le “aspirazioni” dei vari gruppi etnici, si evidenzia anche in un particolare, che è un vero e proprio cortocircuito sociale per quell’area culturale e politica che da sempre preme per immigrazione e società multietnica:
“Qui abbiamo un monumento dedicato ai partigiani del quartiere, i martiri della Resistenza — riprende la Guerri — e loro cosa facevano? Giocavano con la corona di alloro, ce l’avevano tra i piedi, si rende conto? Quelli sono sempre i nostri morti, la nostra Storia. ” La nostra Storia, nel bene e nel male. Non la loro.

E come coronamento di questa distopia, in cui sono stati catapultati onesti lavoratori italiani, non possono mancare gli indefinibili babbei dei centri sociali; che ovviamente, da buona avanguardia della sinistra di oggi, combattono gli sgomberi e difendono le occupazioni: dalla parte di profittatori e degrado, contro i lavoratori.
Il solo nominarli scalda visivamente l’animo delle signore: “Non si rendono conto che fanno il gioco degli speculatori. E intanto noi onesti siamo abbandonati, la situazione è esplosiva — ragiona Silvia — le istituzioni ci devono dire cosa vogliono farne di questo quartiere”.

Vogliono farci esattamente quello che ci hanno fatto: una pattumiera multietnica.
Le città “più avanti” come Milano, ci mostrano ( se ancora ce ne fosse bisogno) qual è il futuro che attende tutta l’Italia: quel futuro che dobbiamo evitare.




3 pensieri su “Milano – “Non andiamo in ferie, ‘quelli’ ti occupano la casa””

I commenti sono chiusi.